La Russia importa olio di palma per rimpiazzare il latte europeo

Latte europeo sostituito da olio di palma per soddisfare il mercato interno mentre l'embargo sull'agroalimentare schiaccia le esportazioni italiane

La Russia importa olio di palma per rimpiazzare il latte europeo

In Russia l'importazione di olio di palma, usato come sostituto del latte europeo bloccato dall'embargo agroalimentare, è aumentata del 35,8% nel trimestre gennaio-marzo 2018 rispetto all'anno precedente. Questo sorprendente dato emerge dal report pubblicato in settimana dall'istituto statistico ufficiale di Mosca. Almeno un terzo di tutto il formaggio venduto in Russia è stato importato nel paese prima dell'embargo sull'alimentare europeo imposto nell'agosto 2014.

Da allora la produzione interna è decollata, ricorrendo anche a mezzi discutibili come l'utilizzo di prodotti vegetali di scarsa qualità.

Il "falso" formaggio ha inondato il mercato interno russo dopo che il Cremlino ha imposto un embargo sui prodotti alimentari occidentali, in risposta alle sanzioni imposte per l'annessione della Crimea: circa un quarto dei prodotti lattiero-caseari in vendita è infatti contraffatto.

Questa è l'ennesima conseguenza delle sanzioni imposte alla Russia e che si stanno ritorcendo sempre di più contro l'Europa e, soprattutto, contro l'Italia.

Il nostro Paese ha subito pesantemente il blocco alle esportazioni di prodotti di eccellenza agroalimentare: l'embargo riguarda non solo latte e derivati ma anche grano, pasta, prodotti dolciari, carni, insaccati e tutte quelle eccellenze che trainavano il nostro export.

Per soddisfare l'enorme domanda interna di formaggi e latticini, Mosca utilizza anche nuove strategie di import: il 25% circa dei prodotti dichiarati come locali è in realtà prodotto in Ucraina ma per aggirare le norme imposte dall'embargo viene etichettato in Bielorussia e poi viene introdotto nel paese e immesso sul mercato.

Secondo le dichiarazioni di Sergei Dankvert, segretario nazionale dell'Osservatorio sull'agricoltura Rosselkhoznadzor al sito finanziario russo Rbc, "etichettandoli in Bielorussia, i prodotti ucraini diventano importabili, ma sono alimenti quasi interamente a base di sostituti vegetali del latte non regolamentati".

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