Russia, leader musulmani: "Il terrorismo non rappresenta l'islam"

Anche in Russia i musulmani condannano gli attacchi terroristici avvenuti a Beirut e a Parigi: “L’obiettivo dei terroristi è solo quello di distruggere la nostra unità”

Russia, leader musulmani: "Il terrorismo non rappresenta l'islam"

Le due più grandi organizzazioni dei musulmani in Russia, l’Amministrazione spirituale dei musulmani (DUM) e il Consiglio dei muftì di Russia (SMR), hanno condannato i terribili attentati di Beirut e Parigi e hanno invitato “tutte le forze sane della società ad unirsi nella lotta al terrorismo, una minaccia che ha ormai un carattere globale”.

“Esprimo le mie più sentite condoglianze in relazione ai terribili attentati terroristici che hanno sconvolto Beirut e a Parigi”. Ha detto il muftì Ravil Gainutdin Sheikh, leader spirituale dei musulmani in Russia. “Le organizzazioni terroristiche responsabili di attentati non rappresentano l’islam” e i gruppi terroristici come l’ISIS, “sono stati fondati per la lotta contro l’islam, contro i musulmani” e servono “per creare conflitti all’interno dell’islam e provocare guerre interreligiose”.

“Tutto il mondo musulmano condanna la violenza e l’uccisione di persone innocenti”, ha aggiunto Rushan Hazrat Abbyasov, vice presidente delle due organizzazioni. Sottolineando che “non c’è nessuna giustificazione al terrorismo che colpisce persone di diverse nazionalità, religione e status sociale”. E’ chiaro, spiega, che “l’obiettivo dei terroristi è solo quello di distruggere la nostra unità, per portare discordia e conflitti”.

Il vice presidente della DUM e del SMR, per prevenire l’estremismo, ha anche invitato le famiglie ad educare i propri figli nel modo corretto e gli stessi capi religiosi a diffondere la giusta conoscenza dell’islam.

Dello stesso parere il patriarca ortodosso di Mosca Kirill, che ha invitato a combattere il terrorismo anche a livello culturale. “La lotta contro il terrorismo non dovrebbe essere solo militare. Non solo i servizi speciali, ma anche la gente comune dovrebbe superare questa terribile disgrazia del nostro tempo attraverso l’educazione, la cultura e forse, la cosa più importante, anche attraverso la preghiera e la crescita della propria fede”.

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