Russia, svelata la prima immagine del drone di sesta generazione

Test di volo imminenti per l'Hunter, il drone super-pesante da venti tonnellate sviluppato dalla Russia

Russia, svelata la prima immagine del drone di sesta generazione

La Russia ha svelato la prima foto del drone super-pesante Hunter, l’ala volante ufficialmente designata come Udarno-Razvedyvatelnyi Bespilotnyi Kompleks o URBK. La foto è trapelata questa notte su VK, la principale rete social russa. L’UCAV, acronimo per unmanned combat aerial vehicle, è immortalato su una fredda pista di rullaggio, probabilmente ubicata nel sud-ovest della Siberia. Si tratta dell’ennesima svista orchestrata dal Cremlino così come avvenuto il 27 novembre del 2015 per svelare lo Status-6 o nel giugno del 2016 per i satelliti Repei. L’unica foto del drone Hunter, denominato Okhotnik-B, è stata diffusa il 30 luglio del 2017 dal sito paralay.iboards.ru: si trattava di una diapositiva informativa a bassa risoluzione del Ministero della Difesa russo.

Russia, drone di sesta generazione Hunter /Охотник

I russi definiscono l’Hunter come un drone super-pesante di sesta generazione. L’ala volante sviluppato dalla Sukhoi dovrebbe volare per la prima volta entro l’anno. In base ai pochi dettagli fino ad oggi diramati, l’Hunter è un drone subsonico a bassa osservabilità da venti tonnellate in sviluppo dall’ottobre del 2011. Il disegno si ispira vagamente all’X-47B della Northrop Grumman, al drone da ricognizione stealth RQ-170 della Lockheed Martin ed all’X-45C Phantom Ray della Boeing. Il prototipo, dalle notevoli dimensioni considerando anche il carrello, potrebbe essere equipaggiato con un propulsore Klimov RD-33 modificato. La variante RD-5000B equipaggia l'UCAV Skat della MiG. Qualora entrasse in produzione seriale, l'Hunter dovrebbe essere equipaggiato con il Saturn Izdeliye 30 (senza post bruciatore) del Su-57, ancora in via di sviluppo. La velocità massima stimata dell'ala volante della Sukhoi è di 800 km/h. Secondo TASS, le attività di verifica funzionale a terra dei sistemi e sottosistemi sul velivolo Hunter-A si sono svolte nel 2014. Le prove di volo si svolgeranno presso il Chkalov Aviation Plant di Novosibirsk, nel sud-ovest della Siberia.

Il drone Hunter è stato progettato per imporre il dominio aereo in profondità in contesti di ultima generazione ad alta densità e la ricognizione persistente. Mosca identifica l’UCAV come un velivolo di sesta generazione realizzato con materiali compositi e rivestimento radar assorbente. Il drone Hunter sfrutterebbe il know-how acquisito dai russi con il sistema Skat ed il Su-57. La sua autonomia stimata è di seimila km con carico utile interno di due tonnellate.

Droni Hunter e caccia Su-57: il programma Loyal Wingmen di Mosca

Pochi giorni fa su Twitter è trapelata una foto che immortala un Su-57 in livrea digitale, numero di serie 53, con un particolare stemma che ritrae un UCAV che vola con la piattaforma di quinta generazione dalla Sukhoi. Il fulmine tra i due velivoli è un simbolo universalmente utilizzato per mostrare la connessione elettronica e condivisione dei dati tra due o più piattaforme. Sappiamo che nel prototipo T-50-3 (solitamente schierato nel centro di prova di Akhtubinsk) è stato installato in configurazione ridotta il radar AESA N036 Byelka. Il programma Loyal Wingmen prevede formazioni miste composte da piattaforme autonome senza pilota ed equipaggi umani.

L’UFO della Russia

Nel settembre del 2016 Mosca ammise l’esistenza di un drone sperimentale a bassa osservabilità basato su una configurazione aerodinamica non convenzionale. Progettato dalla Irkut Corporation, presenterebbe uno schema geometrico strutturale contenente soluzioni aerodinamiche uniche e mai utilizzate. È stato progettato per la ricognizione e l’attacco in ambienti A2/AD. Il Ministero della Difesa russo investe da anni copiosi fondi nella tecnologia UCAV. Secondo indiscrezioni non confermate, il gap con gli americani sarebbe stato ormai colmato. Alla memoria ritorna un precedente avvenuto nel luglio del 2016, quando un drone di qualche tipo violò uno degli spazi aerei più protetti al mondo, quello di Israele. Con un certo imbarazzo gli israeliani affermarono che il drone non era stato intercettato nonostante contro di esso fossero stati lanciati tre missili. Il drone proveniva dalla Siria. Non sarà mai identificato. Sono 1900 i droni in servizio con le forze armate russe. Solo in Siria, i droni russi hanno volato per 140 mila ore per 23 mila sortite.

Commenti

Grazie per il tuo commento