Russiagate, Mueller: "Nella campagna elettorale di Trump non ci fu collusione con la Russia”

Il procuratore speciale Mueller non ha trovato nessuna prova di collusione tra Trump e la Russia

Russiagate, Mueller: "Nella campagna elettorale di Trump non ci fu collusione con la Russia”

Non vi sono prove di un accordo o di un coordinamento tra lo staff elettorale di Donald Trump e Mosca nelle elezioni presidenziali del 2016. Così, dopo due anni di indagini, si conclude l'inchiesta del procuratore speciale Robert Mueller sul cosiddetto Russiagate. Un rapporto di 33 pagine che costituisce una vittoria indiscutibile per il presidente americano che da mesi ripete la sua innocenza. "Nessuna collusione, nessuna ostruzione, completa e totale assoluzione. Make America great again", ha infatti twittato il tycoon subito dopo la pubblicazione della lettera consegnata al Congresso dal ministro della Giustizia Bill Barr. Nel documento si precisa che Mueller non ha trovato prove sufficienti per perseguire Trump per ostruzione alla giustizia, "ma non lo scagiona".

"Il rapporto non conclude che il presidente abbia commesso un crimine, ma neanche lo esonera", afferma il rapporto. Secondo il ministro Barr, il dossier non contiene prove sufficienti per parlare di ostruzione alla giustizia. "Il procuratore speciale non ha rinvenuto che la campagna di Trump, o qualcuno associato con questa, abbia cospirato o si sia coordinato con il governo russo nei suoi sforzi, nonostante le varie offerte giunte da individui affiliati con la Russia per assistere la campagna" delle presidenziali, si legge nella lettera di quattro pagine, stilata da Barr e dal suo vice, Rod Rosenstein, senza il coinvolgimento di Mueller né della Casa Bianca. La portavoce della Casa Bianca, Sarah Sanders, ha ribadito che l'amministrazione Trump è stata informata alle 15 locali (le 21 in Italia) del contenuto del rapporto dal quale il presidente esce "totalmente scagionato".

Anzi, twitta ancora Trump dal sul club Mar-a-Lago in Florida, dove ha trascorso il fine settimana, l'indagine rappresenta "un colpo illegale che ha fallito". Ma sarà su un possibile ostacolo alla giustizia da parte del presidente degli Stati Uniti che si scatenerà la battaglia politica. I democratici sono pronti allo scontro: secondo il deputato democratico e membro della commissione Giustizia della Camera, David Cicilline, citato dalla Cnn, nella lettera inviata, il ministro Barr "parla di indicazioni evidenti che il presidente si è impegnato a ostacolare la giustizia". Per questo, secondo i dem, il ministro deve rendere queste prove disponibili al Congresso "immediatamente, insieme all'intero rapporto di Mueller, in modo che possiamo decidere quali passi prendere". Per il partito, che ha trascorso gli ultimi due anni ad accusare Trumparrivando a parlare di impeachment, il rapporto è una pessima notizia che rischia di avere ripercussioni sulle elezioni del 2020.

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