Schedati gli studenti islamici: ​è bufera sul sindaco francese

L'ombra sul sindaco di Bèziers: avrebbe "schedato" gli studenti musulmani. Hollande: "Violati i principi della Rèpublique". Perquisito il Comune

Schedati gli studenti islamici: ​è bufera sul sindaco francese

"So di non averne il diritto, ma lo faccio lo stesso". Polverone in Francia per l’ultima provocazione di Robert Mènard, fondatore ed ex dirigente di Reportèrs sans frontières, eletto sindaco di Bèziers con il sostegno del Front National. La giustizia francese ha annunciato l'apertura di un'indagine preliminare dopo che ieri sera, intervenendo su France 2, l’ex stella della gauche che ormai flirta con l’estrema destra ha spiegato di essere in possesso di statistiche fondate su base religiosa degli studenti di Bèziers. In particolare, il controverso sindaco ha annunciato che a Bèziers ci sono il 64,6% di studenti musulmani quando in Francia le statistiche su base etnica o religiosa sono vietate.

"È una pratica contraria a tutti i valori della Repubblica", ha tuonato il presidente Francois Hollande da Riad, dove si trova in missione ufficiale, assicurando che verranno adottate sanzioni. "Sono fatti di un’estrema gravità", ha fatto eco il premier Manuel Valls davanti all'Assemblea nazionale. "Questo episodio - ha continuato il premier - sono una vergogna per il mandato di Mènard". A Bèziers il sindaco governa con il sostegno del Front National di Marine Le Pen. "L’estrema destra non è cambiata - ha incalzato Valls - non rinnega nulla del suo passato e delle sue pratiche". Durissimo anche l'attacco del ministro della Giustizia, Christiane Taubira: "Lo spirito del 1939 torna, gli stessi vecchi demoni e le stesse ferite inferte alla Repubblica. Le stesse bassezze sui bambini".

Dopo l’avvio dell’indagine preliminare, nel pomeriggio sono scattate le perquisizioni al municipio di Bèziers. "Sono i numeri del mio municipio - ha commentato Mènard - perdonatemi se vi dico che il sindaco ha, classe per classe, il cognome degli alunni. So che non abbiamo il diritto ma lo facciamo lo stesso". Travolto dagli attacchi di governo, politici e associazioni, il fondatore di Reporters sans frontières ha fatto una radicale retromarcia, negando l’esistenza dei cosiddetti "elenchi della vergogna". "Non c’è nessuna lista, non abbiamo nulla", ha insistito assicurando che "nessuno ha mai schedato nè schederà mai gli studenti" di Bèziers su base religiosa. Anche se ha poi auspicato che la vicenda possa contribuire a riaccendere il dibattito sulla necessità di introdurre anche in Francia statistiche etniche. "Tutti i Paesi democratici hanno statistiche etniche. Abbiamo bisogno di avere queste statistiche". E ancora: "La gauche non è nella posizione di darmi lezioni".

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