Se Soros si arrabbia per un bus antigender

Soros attacca gli antigender in Sud America. Nel frattempo cade il governo peruviano a causa della riforma scolastica. Tutti contro il bus di CitizenGo

Se Soros si arrabbia per un bus antigender

Soros si scaglia contro le campagne antigender in Sud America: "A false narrative has taken root in Latin America...". La "falsa narrativa" bersagliata dal magnate americano con un tweet rimandante ad un articolo pubblicato sul sito della Open Society, sarebbe quella per cui il gender costituirebbe un'ideologia. Uno strumento propagandistico che i conservatori sudamericani, e non solo, starebbero utilizzando per i fini più disparati. Secondo il pezzo in questione, infatti, una campagna contro l'ideologia gender, avrebbe contribuito a far rigettare un accordo tra il governo colombiano e le forze armate rivoluzionarie della stessa nazione durante l'anno passato. Propagandare che il gender sia un'ideologia, insomma, rappresenterebbe un pericolo politico per il continente sudamericano. Una posizione che non risulterebbe nuova per Soros, se non fosse che il pezzo pubblicato sul sito della fondazione, ritrae l'immagine di un bus di CitizenGo: un mezzo arancione destinato a breve a girare l'Italia per "portare in giro", si legge qui, una "notizia sovversiva", quella per cui "i bambini sono maschi, le bambine sono femmine".

"La furia di Soros contro le campagne di CitizenGO in Sud America ci dicono che stiamo lavorando bene", ha detto al Giornale.it Filippo Savarese, responsabile italiano di CitizenGo, che ha aggiunto: "Ci candidiamo volentieri a rappresentare l'opposto di tutto ciò per cui si spende, anzi, per cui spende l'Open Society Foundation. CitizenGO punta a diventare il più grande network globale a difesa della vita, della famiglia e della libertà educativa". Gli avversari di George Soros, allora, sarebbero diventati anche questi "ragazzi terribili", che mediante l'utilizzo di un bus e di volantini, comprometterebbero gli equilibri sudamericani. Lo stesso Papa Francesco, del resto, si è espresso sul gender sottolineando la "vera colonizzazione ideologica", che starebbe avvenendo per mezzo di questa teoria. Tanto che, in Georgia, nel 2016, Bergoglio aveva bollato il gender come "il grande nemico". Meno roboanti e più giovani, invece, sembrerebbero essere diventati i nemici ideologici di Soros: i ragazzi di CitizenGo. Ma la Open Society non è l'unica organizzazione che contesta l'operato della community antigender. Chelsea Clinton, la figlia dell'ex candidata presidente degli Stati Uniti, ha espresso la sua contrarietà alla presenza del pullman negli States. A Madrid, inoltre, Manuela Carmena, il sindaco di Podemos, ha chiesto, come si legge qui, che il bus venisse bloccato in partenza. E tra i contestastori del bus arancione, ovviamente, ci sono i "collettivi Lgbt", che dopo una manifestazione tenuta da CitizenGo dinanzi la sede dell'Onu, avrebbero preso di mira il pullman regolarmente parcheggiato, prendendolo a picconate e sporcandolo mediante delle bombolette spray.

I progressisti, in definitiva, hanno trovato in questo bus arancione un nuovo motivo di contestazione. Ma perché Soros si scaglia contro questo genere di attivismo? Secondo Savarese, le ragioni sono queste: "Ci sono dei fatti (dichiarazioni pubbliche, bilanci pubblici) che parlano chiaro. Soros, attraverso la sua galassia -specifica il responsabile italiano di Citizen Go- ad esempio nelle ultime elezioni europee, ha finanziato con circa 100mila euro Arcigay, perché sensibilizzasse i partiti sulla tematica. Non sono certo finanziamenti illegali, però è bene che certe cose si sappiano, perché aiutano a comprendere meglio le dinamiche della realtà...". Finanziamenti milionari contro bus e volantini? La sfida del 2017 sull'ideologia gender appare appena iniziata. Ed è notizia oggi, peraltro, che una legge contenuta in una riforma scolastica abbia contribuito a far cadere il governo in Perù. La normativa in questione, in effetti, avrebbe introdotto l'uguaglianza "gender" tra bambine e bambini nei plessi scolastici. Sul "Curriculo Nacional" presentato dal governo, insomma, è venuta meno la maggioranza. Sul gender pare giocarsi il futuro del Sud America. E il dissenso di Soros espresso, per ora, in un tweet, potrebbe costituire la prova che qualcosa non sta girando per il verso sperato dal magnate.

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