La sorte del Senato può dipendere da due indipendenti

I repubblicani devono strappare sei seggi ai democratici per ottenere la maggioranza al Senato

Nelle elezioni del 4 novembre i cittadini statunitensi sono chiamati a scegliere tutti i 435 deputati della Camera, 33 dei 100 senatori, più altri tre per i seggi rimasti vacanti. Attualmente il rapporto di forze al Senato è questo: i democratici controllano 55 seggi, i repubblicani 45. Al Gop per strappare il controllo della camera alta deve guadagnare sei seggi. I due politici da cui potrebbero dipendere le sorti del Senato sono: il senatore indipendente Angus King del Maine, che attualmente collabora con i democratici ma ha avvertito che potrebbe schierarsi con i repubblicani; e Greg Orman, candidato alle elezioni in Kansas, dove sfiderà l'attuale senatore repubblicano Pat Roberts. Orman ha annunciato che si schiererà con il partito che avrà la maggioranza quando il nuovo Congresso si riunirà a gennaio.

Orman non ha tuttavia indicato cosa farebbe se potesse decidere da solo quale partito controllerà il Senato. Una situazione del genere potrebbe verificarsi se si profilasse una situazione in cui in Senato il Gop arriva a 50 seggi e i democratici a 49, compresi quelli di King e di un altro indipendente, Bernie Sanders del Vermont. Se Orman sceglierà i democratici, il partito controllerà il Senato grazie al voto del vice presidente Joe Biden, che è presidente ex officio del Senato.

Se Orman dovesse invece schierarsi con i repubblicani, i Gop avrebbero una maggioranza di 51 seggi contro 49. Angus King, il cui mandato non scade quest'anno e che quindi non è candidato, potrebbe complicare la situazione ancora di più. Se i repubblicani avranno un vantaggio di 50 seggi contro 49, King potrebbe schierarsi con i Gop garantendo loro la maggioranza.

Allo stesso modo, in uno scenario in cui i democratici avranno 50 seggi, i Gop potrebbero ottenere comunque la maggioranza se Orman e King decidessero di unirsi a loro.