Usa, la fondazione della famiglia Trump chiude i battenti

La chiusura della Trump Foundation e la conseguente vendita all’asta del patrimonio di quest’ultima avranno luogo sotto la stretta supervisione della Procura dello Stato di New York

Usa, la fondazione della famiglia Trump chiude i battenti

Negli Stati Uniti, la Trump Foundation, ente di beneficenza gestito dalla famiglia del tycoon, ha recentemente annunciato la propria chiusura. L’organizzazione no-profit è attualmente coinvolta in numerosi procedimenti penali.

Alan Futerfas, uno degli avvocati della famiglia Trump, ha precisato che la fine delle attività della fondazione era stata già decisa dal tycoon e dai suoi figli all’indomani della vittoria dell’esponente repubblicano alle presidenziali del 2016. Il legale ha quindi annunciato che la chiusura dell’ente e la conseguente vendita all’asta del patrimonio di quest’ultimo avranno luogo sotto la stretta supervisione della Procura dello Stato di New York. Egli ha poi ricordato lo “straordinario impegno benefico” profuso a partire dal 1988 dalla Trump Foundation. Essa, ad avviso di Futerfas, avrebbe finora stanziato per l’assistenza ai meno abbienti "oltre 40 milioni di dollari".

Barbara Underwood, procuratore generale dello Stato di New York e titolare delle indagini a carico dell’ente gestito dalla famiglia del tycoon, sarà il magistrato responsabile di monitorare la procedura intesa allo scioglimento di quest’ultimo. Costei ha ordinato ultimamente diverse perquisizioni negli uffici contabili dell’organizzazione no-profit, animata dal sospetto che la Trump Foundation, invece di un’istituzione caritativa, sia in realtà una “cassaforte” diretta a finanziare l’“attività politica” dell’esponente repubblicano. La Underwood sostiene che l’ente avrebbe finora destinato all’“attività propagandistica” dell’attuale inquilino della Casa Bianca “oltre 2,8 milioni di dollari”. La Procura dello Stato di New York ha quindi di recente incriminato per tali “finanziamenti illeciti” Donald Trump e tre suoi figli: Ivanka, Eric e Donald Jr.

Dalla loro apertura, le indagini in questione sono state costantemente bollate dal tycoon come “politicizzate”, in quanto ordinate da un “procuratore al soldo dei democratici newyorchesi”.

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