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Motori

“E Kimi chiamò...”. Monza s’inchina. L’Italia corre con lui

Il leader del mondiale trionfa 60 dopo Scarfiotti. E in 400mila lo celebrano cantando “Volare”

Mercedes driver Kimi Antonelli of Italy celebrates with fans winning the Formula One Grand Prix of Italy in Monza, 06 September 2026. ANSA/DANIEL DAL ZENNARO

Lo chiameremo l’uomo dei miracoli. Perché quello che sta facendo Kimi Antonelli è qualcosa di magico, unico e davvero mai visto prima. Partire dal 19° posto e vincere a Monza con 26 sorpassi uno dietro l’altro è un racconto degno di un premio Oscar. Ma con Kimi nulla è impossibile. È addirittura riuscito a far felici i tifosi della Ferrari traditi dalla Rossa. Sentire un autodromo cantare «Volare» con Kimi è qualcosa di impensabile se pensiamo che fino a qualche anno fa i piloti italiani che battevano la Ferrari venivano fischiati. Ma Kimi mette d’accordo tutti e non potrebbe essere altrimenti perchè l’Italia aspetta un campione del Mondo dal 1953 e aspettava un vincitore a Monza da 60 anni, da quando Ludovico Scarfiotti vinse qui con la Ferrari. Non c’era ancora la diretta Tv e le immagini a colori. La vittoria di Kimi è andata in mondovisione e resterà nella storia per chissà quando. Con la sua vittoria è riuscito in un’altra impresa, quella di nascondere sotto il tappeto la grande delusione ferrarista culminata con la spallata tra Charles e Lewis alla prima variante al primo giro e poi con il brutto botto, fortunatamente senza conseguenze, di Charles alla Parabolica. Il sogno Mondiale della Ferrari che qui era arrivata con il nuovo motore potenziato, finisce qui. Il sogno di Kimi invece è solo all’inizio. Lo ha costruito passo dopo passo. Scattava 19°, quando la gara si è fermata per il crash di Leclerc era 12°. E quel numero è stato il primo segnale.

Perchè il 12 è il numero di Kiki, il suo portafortuna. E lì Kimi ha cominciato a pensarci davvero. Rientrato in pista con gomme più morbide del compagno ha attaccato forte arrivando a passare Russell al 18° giro. Il botta e risposta è durato qualche tornata poi dal box hanno chiesto di non favorire il ritorno di Verstappen. Una Virtual Safety Car ha permesso a Kimi (e a Max) di cambiare gomme. Aveva un altro set di medie, ha attaccato senza un domani. Da 5° è rientrato subito al 2° posto e la caccia a Russel è ripresa. Lo ha messo nel mirino a cinque giri dalla fine e lì ha commesso l’unico errore di fretta. Lo ha attaccato subito andando sullo spiccio in uscita della prima variante. Ha fatto un po’ di rally cross ed è ripartito alla caccia. Un giro dopo alla Ascari è andato davanti.

Non un caso che lo abbia fatto nella curva e dedicata all’ultimo campione del mondo italiano. Il passaggio di consegne perfetto.

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