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Motori

Se Lewis prende in mano la Rossa e parla da boss

Dopo le parole di Vasseur, Hamilton interviene via social ed è come se dettasse la linea

Ferrari's British driver Lewis Hamilton talks to the media in the paddock ahead of the Formula One Hungarian Grand Prix at the Hungaroring circuit in Mogyorod near Budapest, Hungary, on July 23, 2026. (Photo by Andrej ISAKOVIC / AFP)

Lewis Hamilton non ha proprio digerito quello che è successo in Messico. «fa così male aver perso quella che avrebbe potuto essere una vittoria», ripete sul suo profilo Instagram che ha 44,2 milioni di followers, il doppio della Scuderia. Ogni parola detta e scritta qui ha un peso. E Lewis è un pilota che sa essere politico. Per questo le sue dichiarazioni vanno lette con attenzione. «Siamo tutti qui per correre e vogliamo vincere. Lottare è necessario, ma quando questa battaglia finisce per danneggiare la squadra, dobbiamo avere l’onestà di riconoscerlo e imparare dai nostri errori. Possiamo spingerci a vicenda fino al limite, continuando però a rispettare la responsabilità che abbiamo nei confronti di tutte le persone che ci hanno permesso di essere in pista».

Sono parole che rispondono alle dichiarazioni di Vasseur e allo stesso tempo sono un avvertimento per Leclerc. «Continuerò a dare tutto quello che ho conclude Lewis - La mia fiducia in questa squadra non è cambiata, così come non è cambiata la mia responsabilità di contribuire a rimettere le cose a posto. Continuate a sostenerci. La mia avventura con questa squadra è appena cominciata e abbiamo ancora tantissimo da dimostrare». Sembra quasi che Lewis voglia andare a riempire quel vuoto lasciato da un team principal che si è dimostrato incapace di gestire due piloti come Charles e Lewis. La Ferrari è una polveriera perché certi veleni non sono stati sotterrati sul nascere. Vasseur ha le sue colpe, ma la responsabilità è anche di chi lo lascia troppo solo, un problema che si ripete dai tempi di Binotto. Proprio in un anno in cui l’auto si è dimostrata competitiva a frenarla sono il motore, la cattiva esecuzione in pista, la strategia e la gestione dei piloti. Ma adesso tranquilli, ci pensa Lewis che un anno fa mandava dossier a tutti, oggi si limita a dettare un post per farlo sapere anche all’esterno.

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