Multa all’auto che intralcia anche se trasporta invalidi

Tolleranza zero se l’auto intralcia, anche se chi è alla guida sta trasportando un invalido. È la linea della Corte di cassazione, che ha optato per un atteggiamento inflessibile anche nei confronti di chi, pur in possesso del permesso di parcheggio per portatori di handicap, crea disagi o intralci alla circolazione. La Suprema corte ha infatti emesso due sentenze (le numero 17479 e 17480), a sfavore di due cittadini di Terni, accompagnatori di invalidi, che avevano parcheggiato rispettivamente uno in doppia fila, l’altro in maniera tale da non consentire il passaggio pedonale. Per la Cassazione non va riconosciuta alcuna attenuante a chi provoca intralcio alla circolazione, nemmeno se trasporta un invalido. Il giudice di pace aveva disposto l’annullamento delle multe, ma la Corte ha dato ragione al Comune di Terni, che aveva fatto ricorso contro i due «trasgressori». In particolare, secondo piazza Cavour «la violazione del divieto di sosta in doppia fila presenterebbe in sé la caratteristica di intralcio e di pericolo per la circolazione, con la conseguenza che esso dovrebbe essere rispettato anche da coloro che utilizzano gli autoveicoli per il trasporto degli invalidi». Stessa inflessibilità anche per chi, pur trasportando portatori di handicap, ostacola la circolazione pedonale. La sentenza della Prima sezione civile è infatti perentoria: «È prescritto che sia lasciato uno spazio di almeno un metro per il passaggio pedonale anche ai veicoli in possesso del contrassegno relativo al permesso di parcheggio per invalidi». Ai due cittadini di Terni non resta che pagare circa trenta euro di multa ciascuno.

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