Multe, voglia di «condono»

Consiglio comunale, ieri pomeriggio, particolarmente ricco di dibattito.
Multe Il Comune di Genova potrebbe decidere di applicare la sanatoria per le multe prese da motociclisti e automobilisti prima del 2004 e mai corrisposte. Lo ha annunciato l'assessore al bilancio del comune di Genova Francesco Miceli. La sanatoria prevede la possibilità di pagare solo l'importo originario della multa (e non quella raddoppiata o triplicata da ulteriori sanzioni e interessi), più il 4% della somma a titolo di rimborso per l'agente della riscossione. Una «mini manovra» che permetterebbe al Comune di recuperare circa 40 milioni di euro. «Dipenderà tutto dal successo che avrà l'iniziativa - ha spiegato l'assessore Miceli -, stiamo ancora valutando sulla carta come e se applicarla». Lo stesso assessore porterà la proposta in discussione in una delle prossime sedute di giunta.
Ex cenacolo Sarà ridiscussa tra un mese la riconversione a fini residenziali dell' ex Cenacolo di via Nullo a Quarto. Un dietrofront della stessa maggioranza che, almeno in teoria, avrebbe dovuto approvare le varianti al Puc previste. I comitati (di cui alcuni rappresentati erano presenti in aula) si erano più volte espressi contro gli interventi sulla viabilità e parte degli oneri di urbanizzazione collegati al progetto di trasformazione dell'ex Cenacolo in edificio residenziale di lusso. «Prendiamoci del tempo per analizzare quanto richiesto dai comitati - dice Marcello Danovaro, capogruppo del Pd -, considerando le vere esigenze del territorio». «Questa maggioranza è in mano ai comitati - risponde Raffaella Della Bianca, capogruppo del Pdl -. Il progetto era stato presentato due anni fa dalla maggioranza stessa: è un'eredità del sindaco Pericu. Gli uffici hanno lavorato per anni su queste indicazioni, e ora, con un colpo di spugna, cancelliamo tutto. Non ci sono idee chiare e tempi certi».
Stadio Il nuovo stadio s'ha da fare. E, insieme a questo, manterrà la sua funzione anche il vecchio Ferraris. È questala posizione della giunta. Per potersi candidare quale sede degli Europei di calcio del 2016, Genova deve avere uno stadio da 35mila posti, con più di 98mila metri quadri di spazi esterni, e altre caratteristiche precise, come i gradoni di 80 cm di profondità. Requisiti che Marassi non ha. «O presentavamo un'alternativa allo stadio Ferraris - spiega l'assessore comunale allo sport, Stefano Anzalone - o la nostra candidatura non sarebbe mai stata presa in considerazione. È un evento importante, dobbiamo provarci». Dubbi sulla costruzione di un nuovo impianto nell'area della ex Colisa a Genova Campi - l'unica area individuata come idonea per il momento - sono stati espressi da destra e da sinistra. Se da un lato, infatti, l'opposizione chiede alla giunta maggiore chiarezza e concretezza, dall'altra gli esponenti della stessa maggioranza, come Bruno Del Pino (Sinistra e libertà) puntano il dito contro «Una voglia di stadio, tutta italiana» che non farebbe che creare ancora nuovi problemi e schiavitù per il ponente e la città. Nel mentre, Marta Vincenzi, tace. Nonostante l'ultimatum lanciato ai due club genovesi: «Mi devono dare una risposta sullo stadio, entro 15 giorni». Una volta passati, però, il sindaco ha cambiato politica. Agli annunci preferisce ora il silenzio. «Parlerò solo a cose fatte», ha detto.
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