Muore a 91 anni don Verzè fondatore del San Raffaele

Il fondatore dell'ospedale e dell'ateneo muore al termine di un lungo anno segnato dagli assalti giudiziari e dalla gogna mediatica. <a href="/interni/la_bufera_giudiziaria_si_cura_leccellenza_i_malati_sono_noi/28-12-2011/articolo-id=564339-page=0-comments=1" target="_blank"><strong>La storia (e i meriti) del San Raffaele</strong></a><strong></strong>

Aveva 91 anni quando, questa mattina, nell'ultimo giorno di un lungo anno scandito dagli assalti giudiziari e dalla gogna mediatica, don Luigi Maria Verzè, nato il 14 marzo 1920 a Illasi, in provincia di Verona, è morto. Il visionario fondatore del polo di eccellenza sanitaria, la fondazione San Raffaele del Monte Tabor, e dell'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, che da anni si trova al primo posto nel ranking 2011 delle università italiane curato dal Sole24ore e ottiene pure il massimo dei voti nel rapporto Censis 2011-2012 sulle Università italiane, si è spento questa mattina, alle 7.30: ricoverato d'urgenza nella notte è stato stroncato da una crisi cardiaca.

Nel 1947 Luigi Verzè si laurea in Lettere classiche con padre Gemelli all'Università Cattolica di Milano, l'anno dopo viene ordinato sacerdote per, poi, diventare segretario del santo don Giovanni Calabria. E' nel 1958 che ha inizio un sogno che durerà per oltre sessant'anni. Dopo aver fondato l'Associazione Monte Tabor, hanno inizio i lavori di costruzione dell'ospedale a Segrate, alle porte di Milano. Il 30 aprile 1970 nasce la Fondazione Centro San Raffaele del Monte Tabor, a cui viene conferito il San Raffaele in costruzione. Il 31 ottobre 1971 viene accolto il primo malato, mentre nel 1972 il San Raffaele è riconosciuto "istituto di ricovero e cura a carattere scientifico" e dal 1982 diventa anche polo universitario della facoltà di medicina e chirurgia dell'Università Statale di Milano.

Negli anni Ottanta, a fianco dell'ospedale che oggi ha una capienza di oltre 1.300 posti letto e una struttura di undici dipartimenti e ben quarantacinque specialità cliniche, don Verzè si dedica alla realizzazione e al continuo ampliamento di strutture specializzate. Dal Dimer (il Dipartimento per la medicina riabilitativa) al Dicor (il Dipartimento per le malattie cardiovascolari) dal Centro San Luigi Gonzaga per l'assistenza ai malati di Aids al Dipartimento di neuroscienze (quest'ultimo distaccato nella sede del quartiere milanese Turro). Nel 1992 nasce il Dipartimento di biotecnologie e centro di ricerca scientifica (Dibit1).

Nel 1996 don Verzè fonda, quindi, l'Università Vita-Salute San Raffaele. Tre le facoltà al suo interno: medicina e chirurgia, psicologia e filosofia e, a partire dal 2010, la laurea internazionale in Medicina e Chirurgia. Nel 2003 don Verzè costisce il movimento medicina-sacerdozio e nel 2010 inaugura il Dibit2 per poter ospitare nuove aule universitarie e nuovi laboratori per la genomica e proteomica.

Un cammino lungo sessant'anni, appunto. I funerali si terranno lunedì 2 gennaio a Illasi. Nel corso del 2011 emergono quei problemi finanziari, dovuti all'elevato indebitamento del gruppo, che mai potranno spazzar via la genialità e il carisma di don Verzè. Proprio oggi era atteso uno degli appuntamenti cruciali della crisi finanziaria del San Raffaele: era fissata la scadenza per presentare una offerta migliorativa di acquisto di almeno 50 milioni di euro rispetto ai 250 già offerti dalla cordata Ior-Malacalza. "Probabilmente lo stress acuitosi in queste ultime settimane ha aggravato la situazione", ha spiegato al Tgcom24 Paolo Klun, portavoce dell'ospedale San Raffaele. "Su una persona di quell'età, con una situazione non tranquilla dal punto di vista della salute, uno stress forte pesa molto di più". La sola proposta migliorativa arrivata entro mezzogiorno al notaio Enrico Chiodi Daelli, è stata quella del patron del gruppo ospedaliero San Donato, Giuseppe Rotelli. L'Humanitas, che fa capo alla famiglia Rocca, non ha presentato alcuna offerta. Anche se dall'Humanitas arriva un fermo "no comment" sulle mosse future, il gruppo ha tempo fino al 5 gennaio per presentare eventuali rilanci.

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