Tommaso Scotti, invitato da Kenji Tanaka un giapponese nato e cresciuto a Roma e poi tornato nel Sol levante riceve in regalo una busta rosa, con dentro un Pink Pass e davanti il sorriso sornione e furbo del suo vecchio amico che gli spiega di aver ricevuto il "biglietto d'Oro di Willy Wonka per gli adulti". Un pass rosa, perché ovviamente in Giappone è il colore associato all'erotico, che gli aprirà nuovi orizzonti. Inizia così, tra riluttanza e curiosità, Mura mura (Longanesi, pagg. 224, euro 18,60), un viaggio a metà tra diario di bordo e saggio, nel mondo dell'intrattenimento erotico giapponese, in tutte le sue sfumature e livelli. Un'avventura che mostrerà a Scotti e al lettore il moderno concetto del "mondo fluttuante", con le sue tradizioni, le sue contraddittorie regole, i "centri informazioni" che possono indicare cosa e dove fare quello che si ricerca su basi di interesse specifiche e i volti di chi anima e vive questa zona d'ombra illuminata con i colori del neon.
Partendo dal concetto di fuzoko, che dal significato originale di "costumi e usanze" è arrivato a indicare tutto ciò che è legato al mondo non solo del sesso, ma di una certa volgarità in genere, come anche le sale di pachinko, diversificandosi letteralmente sui vari settori si passa per anglicismi nipponizzati come deriheru, i delivery health ovvero le escort a domicilio.
La legge riguardo la prostituzione poi è ben definita, ma in contraddizione quanti agli atti perseguibili.
Dai girls bar, che non sono nemmeno fuzoko in quanto puro intrattenimento con ragazze immagine, si conosce il tachinbo ("persona che sta in piedi"), la prostituzione illegale ma non impedita che si pratica ordinatamente in fila, le comunità come i Toyoko Kids, le perversioni, i sogni e le vite di una nazione e di un popolo da sempre spiazzante e contraddittorio.