Questa è la bella e umanissima storia di una bella mamma di trentanni, due figliole, un marito adorato. E un papà, il noto ristoratore di Santa Margherita (leggi «Skipper» sulle banchine del porto). La sua è stata unestate prima drammatica, poi esplosiva di felicità. Improvvisa la brutta diagnosi per la figlia: tumore. Incubi, paure, drammi familiari, come accade quando ti piomba addosso un simile macigno. Poi però la fede, la costanza, il coraggio, la voglia di superare tutto: e lintervento. Un professore bravissimo (nome di lusso delloncologia medica genovese, il professor Costantini) ritiene loperazione necessaria: momenti terribili per la famiglia Verrone. Poi la bella notizia: forse il pericolo è passato. Lincubo finito. Si torna alla vita. E che fa il papà Enzo per questo evento? Una gran bella festa per raccogliere fondi proprio per lassociazione «Fondo tumori oncologica medica di Genova». Una festa legata alla solidarietà: così, martedì prossimo, 31 agosto, lestate non sarà solo scenario di eventi mondani, di gossip, di belle donne e di indiscrezioni morbose, no ci sarà una festa «diversa» fatta con uno scopo benefico, per far capire come sia importante dare una mano alla ricerca che può farcela a salvare vite umane, come quella di una bella mamma di nome Suny Verrone uscita da un tunnel e riapparsa, felice, accanto alle sue bimbe.
Dunque la festa. Dice Verrone, uno dei grandi «principi» della cucina italiana, ma con un groppo alla gola quando racconta questa avventura familiare: «È stata tanta la paura, il buio che ci è apparso, che davvero credo sia necessario aiutare la ricerca. La solidarietà è importante, laiuto anche economico significativo. Mi sono reso conto quanto siano bravi i professori, ma quanti pochi mezzi a volte abbiano per risolvere certi problemi».
Una festa per sensibilizzare tanti amici (tutti ospiti e se vorranno potranno fare unofferta), verso un dovere che dovremmo sentire tutti, aiutare la ricerca sul cancro. Molti amici hanno detto «sì» a Enzo Verrone. A cominciare da Dado Moroni, che dovrebbe arrivare dai suoi giri nel mondo. «Molto jazz - sorride Verrone - dopo aver assaporato una bella cena per questi amici». Già: una cena a base probabilmente di quegli «scampi allo Skipper» la cui ricetta è ancora misteriosa e richiesta insistentemente anche da molti ospiti americani e indiani. E poi il «fragolino», leccellente drink, «made in Verrone» che fece successo, anni fa, addirittura alla Casa Bianca.
Gli ospiti: tutti jazzisti affermati, sarà una serata con tre «Band» di jazz con i nomi più significativi. In primis quel Luciano Milanese che ha fatto un po la storia del jazz a Genova, con il suo figliolo Carlo.
Musica e solidarietà allo «Skipper» per una storia con il lieto fine
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