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Achille Lauro all'Olimpico: “Lo show nasce dalla mia storia”. Da Venditti a "Comuni Immortali", il racconto di una notte speciale

Lo show in tre atti, il cortometraggio ispirato a “Incoscienti giovani”, l'abbraccio con Antonello Venditti e un futuro già scritto negli stadi del 2027: il viaggio di Achille Lauro arriva per la prima volta all'Olimpico

Achille Lauro all'Olimpico: “Lo show nasce dalla mia storia”. Da Venditti a "Comuni Immortali", il racconto di una notte speciale

Sessantamila persone sotto il cielo di Roma. Sessantamila voci a cantare parole che, negli anni, sono passate dalle periferie della Capitale ai palchi più importanti del Paese. Il primo concerto di Achille Lauro allo Stadio Olimpico non è stato soltanto un debutto negli stadi davanti alla sua città, ma la rappresentazione più completa di un percorso artistico costruito attraverso trasformazioni continue, intuizioni, rischi e una libertà creativa che l'artista rivendica ancora oggi come la propria cifra distintiva. Dopo il debutto sold out del 7 giugno allo Stadio Romeo Neri di Rimini davanti a 25 mila spettatori, il viaggio di "Comuni Immortali" ha trovato a Roma il suo centro emotivo. Non poteva essere diversamente. Perché Roma, per Lauro, non è soltanto una città. È il luogo da cui tutto è partito, il cuore di un immaginario che negli ultimi anni ha trovato espressione in eventi simbolici come il concerto a Piazza di Spagna per il lancio di "Amor" o la performance a sorpresa alla Fontana di Trevi per celebrare l'uscita dell'album "Comuni Immortali". Ora quel racconto è arrivato per la prima volta all'Olimpico.

Il ragazzo che si organizzava i concerti da solo

Tra le immagini che accompagnano questa serata ce n'è una che Lauro stesso ha evocato poche ore prima di salire sul palco in un’affollata conferenza stampa. “I primi concerti, visto che nessuno mi faceva suonare, me li organizzavo da solo. Affittavo il locale, pagavo le spese e mi mettevo in scaletta”. Un ricordo che oggi assume il sapore di una favola moderna. Difficile non pensare a quei piccoli club guardando uno stadio esaurito da mesi. “A Roma quando dici che vuoi fare il cantante sembra sempre un sogno”, ha raccontato. “Ma anche per noi questo è un sogno”. Parole semplici che forse spiegano meglio di qualsiasi numero il significato del primo Olimpico della sua carriera.

"Comuni Immortali", un'opera in più atti

Fin dalla sua ideazione, "Comuni Immortali" non è stato pensato come un semplice concerto. Lo show è costruito come un'opera in più atti che accompagna il pubblico attraverso le diverse incarnazioni artistiche di Achille Lauro. Un viaggio che attraversa anni di musica e identità differenti, unite da un unico filo narrativo. “Questo show nasce dalle canzoni e dalla mia storia personale”, ha spiegato. Una dichiarazione che trova piena conferma nello sviluppo dello spettacolo. Ogni sezione racconta una fase diversa della sua evoluzione creativa. Ogni canzone diventa un tassello di una storia più grande. Dai primi lavori alle hit che ne hanno segnato l'ascesa, fino alle pagine più recenti del repertorio, tutto concorre a costruire una sorta di autobiografia musicale.

Achille Lauro

Il paradiso degli "Incoscienti giovani"

Ad aprire il concerto è un cortometraggio immaginifico che introduce il pubblico nel mondo narrativo dello spettacolo. “È come se fossero gli incoscienti giovani diecimila anni prima di arrivare sulla Terra”. Un'immagine poetica che Lauro ha poi spiegato meglio. “È una sorta di paradiso degli incoscienti giovani prima di essere catapultati sulla Terra”. Il film, ha raccontato, è strettamente legato alle canzoni e allo spettacolo. Non un semplice contenuto video, ma il primo capitolo di una storia che poi prende forma attraverso la musica.

Tutte le vite di Lauro

La scaletta attraversa mondi apparentemente lontani. Ci sono "Amor", "Incoscienti giovani", "16 marzo", ma anche "Rolls Royce" e molte delle canzoni che hanno accompagnato i cambi di pelle dell'artista. Lo show ripercorre tutte le tappe di una carriera vissuta all'insegna della trasformazione continua. È la celebrazione di quella natura poliedrica che negli anni ha portato Lauro a muoversi tra rap, cantautorato, pop, performance e sperimentazione, attraversando linguaggi diversi senza mai rinunciare alla propria identità. “Si crea una magia bellissima”, ha spiegato parlando del rapporto tra i brani e il pubblico. “Si vede quanto le canzoni siano entrate nella vita delle persone. È la magia della musica”.

L'intuito come metodo di lavoro

Se c'è una parola che ritorna continuamente nelle sue parole è "intuito" e non a caso. “La scaletta dei brani nasce proprio da questo”. Per lui non esistono formule matematiche. “Durante gli spettacoli ti rendi conto dal palco di cosa funziona, cosa emoziona, cosa rimane”. Lo stesso principio vale per la scrittura. “Quando scrivi una canzone è come andare in mare aperto. Non sai mai quando torni e non sai mai con cosa torni”. Una filosofia che ha guidato tutta la sua carriera. “Non abbiamo mai seguito una linea di marketing o una legge di mercato. Abbiamo sempre fatto quello che volevamo”. Poi una riflessione che sembra riassumere tutto il percorso. “Oggi tutto quello ci ha portati qui”.

Il rapporto con il pubblico

Nel corso dell'incontro emerge anche un altro tema, la capacità di Lauro di parlare a generazioni diverse. Il racconto di una bambina di cinque anni che conosce tutte le sue canzoni è lo spunto per allargare il discorso. Lui non sembra sorpreso. “Tutto nasce dalla spontaneità e dalla sincerità con cui scrivi le canzoni - spiega, aggiungendo poi una riflessione più profonda - Forse bisogna raccontare anche le cose che ti imbarazzano” e cita un consiglio ricevuto in passato. “Una volta mi dissero: se fai qualcosa e non ti stai imbarazzando, probabilmente stai sbagliando”. Secondo lui è proprio questa sincerità ad aver creato il legame con il pubblico. “La mia fortuna è stata stare tra la gente. Sono cresciuto a Montesacro. Ho visto tutte le facce della medaglia di Roma”.

L'incontro con Antonello Venditti

Uno dei momenti più emozionanti della serata arriva con l'ingresso sul palco di Antonello Venditti. I due artisti, accomunati da un profondo legame con Roma, hanno presentato per la prima volta dal vivo la nuova versione di "Che tesoro che sei", in uscita il 12 giugno, oltre a mandare in visibilio il pubblico presente con “Notte Prima degli Esami”. Per Lauro si tratta di un momento particolarmente significativo. “Per me è un grande onore”. Poi aggiunge: “Sono cresciuto con Venditti. Ma come me è cresciuta con lui l'Italia intera”. Quando gli viene chiesto se si possa parlare di un passaggio di testimone tra generazioni, preferisce lasciare il giudizio agli altri. Ma una frase dice molto della stima che prova nei confronti del cantautore romano. “Sarebbe bello riuscire a scrivere una carriera fatta di tantissime grandissime canzoni come la sua”.

Il lavoro con i giovani

Durante la conferenza stampa si parla anche dell'esperienza a X Factor. Lauro ne traccia un bilancio estremamente positivo. “Mi sono divertito tantissimo”. Secondo lui il programma ha permesso al pubblico di scoprire un lato diverso della sua personalità. “Credo che abbia fatto conoscere una parte di me che le persone non conoscevano”. Parlando dei concorrenti spiega: “Ho lavorato con ragazzi che avevano già una forte identità. Io li ho aiutati a centrarla”. E ricorda con affetto il “gruppo” di amici nato durante il programma, tra Jack La Furia, Paola Iezzi Gabbani e Giorgia. “È stata una bellissima esperienza”.

L'idea di dirigere il Festival

Non manca una domanda sul Festival di Sanremo e sull’ipotesi di diventare il direttore artistico. La risposta è immediata: “Mi piacerebbe, chiaramente”. Il rapporto con il Festival è stato fondamentale nel suo percorso. “Con tutto quello che ho fatto a Sanremo - dice ridendo - l'ho trattato come fosse il mio spettacolo. Su quel palco non siamo mai entrati per fare una semplice esibizione; abbiamo sempre creato uno spettacolo dentro lo spettacolo”.

La musica che si intreccia con la moda

La musica però non è l'unico linguaggio con cui esprime la sua personalità. A San Siro, ultima tappa del tour "Comuni Immortali" in programma il 15 giugno, presenterà la collezione realizzata per Dondup, marchio di cui è direttore creativo. “È una grande opportunità per mostrare alle persone la mia visione della moda”. L'aspetto che più lo entusiasma è però la possibilità di unire universi differenti. “Stiamo unendo mondi diversi”. Una filosofia che considera coerente con tutto il proprio percorso.”Sto approcciando questo mondo come ho fatto con tutto il resto della mia vita. A modo mio”.

Da Rimini a Milano, fino al tour negli stadi del 2027

Le tre date di "Comuni Immortali" rappresentano soltanto l'inizio di una nuova fase. Il tour è partito il 7 giugno da Rimini, è passato per Roma e si concluderà il 15 giugno allo Stadio San Siro di Milano, tutte date sold out. Poi uno stop di sei mesi all’estero per ricaricare le energie e sperimentare e scoprire. Ma il futuro è già scritto. Nel 2027 partirà "Per sempre noi", il nuovo tour negli stadi che toccherà Udine, Bologna, Bari, Milano, Napoli, Torino, Padova, Roma e Messina.

Le date sono:

  • 3 giugno 2027 - Udine, Bluenergy Stadium

  • 6 giugno 2027 - Bologna, Stadio Dall'Ara

  • 11 giugno 2027 - Bari, Stadio San Nicola

  • 15 giugno 2027 - Milano, San Siro

  • 19 giugno 2027 - Napoli, Stadio Diego Armando Maradona

  • 22 giugno 2027 - Torino, Allianz Stadium

  • 26 giugno 2027 - Padova, Stadio Euganeo

  • 30 giugno 2027 - Roma, Stadio Olimpico (sold out)

  • 1 luglio 2027 - Roma, Stadio Olimpico (nuova data)

  • 10 luglio 2027 - Messina, Stadio Franco Scoglio.

Il dato che colpisce più di tutti riguarda proprio la Capitale.

L'Olimpico del 30 giugno 2027 è già sold out con oltre un anno di anticipo. Un risultato che ha portato all'annuncio immediato di una seconda data il 1° luglio. E forse è questa l'immagine che meglio racconta il momento che sta vivendo.

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