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Musica

Achille Lauro e Geolier fuori con “Per noi”: “Non abbiamo dimenticato da dove veniamo”

Dopo il duetto all’Olimpico i due artisti firmano la loro prima collaborazione con la ballad “Per noi”

Due mondi che si incontrano, due modi di fare musica simili ma allo stesso tempo diversi. Geolier e Achille Lauro incrociano per la prima volta le loro strade artistiche in “Per noi”, il singolo che li vede duettare insieme in una ballad malinconica e romantica, chi è destinata a portarli in vetta alle classifiche autunnali dopo i rispettivi successi estivi “Canzone d’amore” e “Perdutamente”.

La storia del brano

La collaborazione era attesa da tempo e arriva a pochi mesi di distanza dal duetto che, lo scorso giugno, Geolier e Achille Lauro hanno regalato ai fan sul palco dell’Olimpico di Roma. In quell’occasione avevano cantato insieme “Fotografia”, uno dei brani più popolari del repertorio di Geolier, e proprio da quell’incontro sarebbe nata l’idea di fare una canzone insieme. Scritta dai due artisti insieme a Davide Petrella e con la produzione di Sottomarino, “Per noi” è l’espressione di due artisti molto diversi, ma capaci di trovare un linguaggio comune nella musica. Al centro del testo, un mix tra napoletano e italiano, c’è una relazione sospesa tra distanza e incontro con un finale lasciato volutamente aperto dai due cantautori.

Le parole di Lauro

Alla vigilia dell’uscita del singolo Achille Lauro ha affidato ai social network una riflessione sui valori e su ciò che lega lui e Geolier al di là delle loro città di provenienza: “Roma e Napoli sono due luoghi diversi ma che condividono tantissimo. Hanno una storia enorme, una cultura profonda, la grande Musica, il teatro, il cinema, l’arte. Ma soprattutto hanno le persone. Siamo cresciuti in mezzo alla gente vera, alla gente normale, a quelle persone che conoscono il valore del sacrificio, del lavoro, della fatica e anche della sofferenza. Dentro “Per noi” ci sono le nostre storie, le nostre persone, quello che siamo stati e quello che siamo diventati. E forse è proprio per questo che ci rende così simili: non dimenticare mai da dove veniamo”.

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