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Musica

“Ecco il mio jazz di confine: Battisti e De Andrè mi hanno ispirata”

La poliedrica artista Laura Fedele si esibirà stasera in trio sul palco di Eataly-Smeraldo con lo spettacolo “Jazz and Detours”

Laura Fedele

Protagonista del secondo mercoledì dedicato al Jazz al femminile, Laura Fedele si esibirà questa sera da Eataly Teatro Smeraldo. Sì, perché, piano piano il tempio del cibo gourmet rispolvera le radici fatte di teatro e musica.

Cantante, pianista, docente, autrice e performer, Laura Fedele è artista poliedrica, in cosa si riconosce?

«In ogni sfaccettatura, anche la musica che faccio e che presenterò stasera con il mio trio non è solo jazz. Lo spettacolo si chiama Jazz and Detours, una passeggiata nei generi di confine, non solo jazz classico, ma anche reinterpretazioni di brani del cantautorato italiano, francese e del grande jazz americano».

Senza svelare la scaletta, cosa porterà di italiano?

«Il pop non è il mio genere, sono un po’ esterofila, ma davanti a Battisti mi inchino: era un genio ed è sempre stato il mio preferito (quindi ci saranno le sue canzoni). Ho previsto anche un omaggio a Fabrizio De Andrè. Poi, dato che amo i classici, iarrangiamenti di canzoni famose dei Doors e visto che sono legata al jazz, My favorite Things».

Canterà e suonerà il piano con...?

«Marco Mistrangelo al contrabbasso e Alessio Pacifico alla batteria».

Quanto spazio offre Milano per la musica?

«Davvero poco. Niente posti per fare musica di qualità che resistano nel tempo. Purtroppo l’orizzonte non è roseo, ma a tutti livelli si intravede poco rosa».

Una città ideale per la musica?

«In Europa, Londra è il mio posto del cuore. È un crocevia internazionale che richiama un pubblico assai ricettivo».

Per stasera è già tutto esaurito, come sono gli ascoltatori qui?

«Come molti musicisti ho l’impressione che la musica in Italia sia di nicchia, mi pare che sia un patrimonio non riconosciuto e perciò non valorizzato. Rumeni, tedeschi, francesi hanno un altro approccio».

Quali progetti ha per l’immediato futuro?

«Sto preparando un nuovo cd, curo sia i testi che la musica, è un lavoro trasversale, confluiranno stili diversi come è nelle mie corde».

Cos’altro le piace?

«Scrivere sicuramente. Ho curato monologhi e testi teatrali intervallati da canzoni. L’ultimo è diventato un libro, Sola con un cane. Ero l’unica sulla scena con il mio meticcio Barney (come quello dei Flintstone). Oggi lui è anziano e non calca più le scene».

Quanto studia per una serata?

«Ci metto la cura che occorre per far bene le cose e cerco di migliorare sempre, ma non posso dire di aver mai studiato per ore. Nemmeno in passato. Ero naturalmente portata per il canto e per la musica, una sorpresa anche per i miei genitori».

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