D'accordo, c'è la tv. D'accordo i social e il digitale crescono in modo esponenziale. Ma dal ventunesimo rapporto sulla comunicazione del Censis (intitolato «L'informazione nel mirino») emerge un quadro estremamente positivo per il media più «vecchio» di tutti ma anche quello che si è evoluto con più rapidità e saggezza, ossia la radio. Secondo i dati del Censis, la radio raggiunge il 78,4 per cento degli utenti, percentuale gigantesca che rende bene quanto questo mezzo sia centrale nella creazione e nell'intrattenimento dell'opinione pubblica. Tra le modalità di ascolto, quello in automobile raggiunge il 70 per cento, a conferma di quanto sia importante la battaglia #RadioInAuto lanciata da Confindustria (e appoggiata dai grandi network) per impedire alle case automobilistiche di togliere questo supporto dai loro allestimenti. E se la tv si conferma il mezzo più diffuso (93,2 per cento) e internet, smartphone e social network oscillano intorno al 90 per cento, la radio conferma una centralità affidabile e autorevole. Secondo Lorenzo Suraci, presidente del Gruppo Rtl 102.
5 il merito è soprattutto della diretta e della capacità di evolversi sui nuovi dispositivi. Un'analisi condivisibile alla quale si aggiunge un'altra considerazione. La radio garantisce quel lato «umano» che manca ad altre forme di informazione o intrattenimento. E che nel futuro sarà sempre più decisivo.