Il lunedì è sacro, almeno alla Scala. E il 25 gennaio tornerà puntuale l’appuntamento con la Filarmonica della Scala, quello che da 45 stagioni è il più milanese degli appuntamenti scaligeri. L’orchestra fondata da Claudio Abbado sul modello dei Wiener Philharmoniker è infatti un ente svincolato dal sostegno pubblico, finanziato da biglietteria e sponsorizzazioni, dedito alla musica sinfonica e con la propria casa madre nel Piermarini.
Il filo rosso della stagione è Beethoven, ricordato nel bicentenario della morte. Delle nove Ouverture ne verrà proposta una per serata. Una sola serata fa eccezione, ed è quella con i Münchner Philharmoniker, diretti da Lahav Shani.
Fresco di battesimo - il 7 dicembre - come direttore musicale della Scala, Myung-Whun Chung sarà sul podio della Filarmonica per l’apertura di stagione, il 25 gennaio. Poi, nulla. Non si esclude in verità una tournée in Oriente, date permettendo. Il punto è che nel settembre 2027 la Scala dovrebbe salpare per la Corea con tutte le masse per mettere in scena Otello di Verdi, inaugurando il nuovo teatro d’opera di Busan. Ed è proprio Busan, nelle ultime settimane, a tenere banco. La città, secondo hub globale per il trasbordo di merci, discute infatti sull’opportunità di ospitare l’allestimento, soprattutto alla luce dei costi: 10 miliardi di won, suppergiù 6,5 milioni di euro. Durante la campagna elettorale, l’allora candidato e oggi sindaco Jeon Jae-su aveva promesso di riconsiderare lo spettacolo della Scala. In sintesi: se Otello non partisse, si libererebbero più date per l’orchestra, i cui musicisti sono sostanzialmente gli stessi che troviamo nella buca durante gli spettacoli d’opera.
Sono invece certe le date delle due tournée guidate da Riccardo Chailly. Il 24 maggio sarà alla Scala con il pianista Kirill Gerstein, interprete del Terzo Concerto per pianoforte di Rachmaninov. In valigia, ci sarà anche Sheherazade di Rimskij-Korsakov per il tour che dopo pochi giorni porterà Chailly e Gerstein a Vienna, Amburgo, Parigi e Bruxelles. A gennaio toccherà invece a Siviglia e Madrid, dove Chailly sarà ancora alla guida dell’orchestra insieme a Gautier Capuçon.
In cartellone tornano bacchette note alla Filarmonica come Gianandrea Noseda e Michele Mariotti. Per la legge del contrappasso, quest’ultimo richiestissimo dai grandi teatri stranieri per l’opera italiana, qui si tuffa nella Spagna immaginata da Saint-Saëns e da Manuel de Falla. Con lui la splendida violoncellista Sol Gabetta, presenza fin troppo rara in Italia. Torna anche Lorenzo Viotti, con una serata che offre l’occasione di ascoltare un pianista d’alta gamma come Nikolai Lugansky, alle prese con il Secondo Concerto di Brahms.
E finalmente entrano per la prima volta in stagione due nomi intriganti della direzione. Stanislav Kochanovsky e Thomas Guggeis.
