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Musica

Nord Sud Ovest Est, il ritorno degli 883: dove eravamo rimasti e cosa aspettarsi dalla seconda stagione

Dal 9 ottobre arriva su Sky e NOW la seconda parte della storia di Max Pezzali e Mauro Repetto: dove eravamo rimasti e cosa aspettarsi dal sequel

(da sx) Matteo Oscar Giuggioli e Elia Nuzzolo durante il photocall della serie Sky Original 'Nord sud ovest est - La leggendaria storia degli 883' a Milano, 2 ottobre 2026. ANSA/MOURAD BALTI TOUATI

Il 9 ottobre debutta su Sky “Nord Sud Ovest Est – La leggendaria storia degli 883”, la seconda stagione della serie che ripercorre la storia di Max Pezzali (Elia Nuzzolo) e Mauro Repetto (Matteo Oscar Giuggioli). Diretta da Sydney Sibilia, Alessio Lauria, Simone Godano e Alice Filippi e scritta da Sibilia, Francesco Agostini e Marco Pettenello, la nuova stagione riparte dal successo degli 883 per raccontare gli anni dell’ascesa, le aspettative, le difficoltà e la frattura del loro rapporto. I primi due episodi andranno in onda su Sky Serie il 9 ottobre, per poi proseguire con un episodio a settimana, ogni venerdì, su Sky e NOW fino al 20 novembre.

Dove eravamo rimasti

La prima stagione di “Hanno ucciso l’Uomo Ragno – La leggendaria storia degli 883” si chiudeva con Max Pezzali e Mauro Repetto ormai arrivati al successo. Dopo l’esibizione all’Acquafun di Riccione, per i due amici e compagni di viaggio si apre però una fase nuova. Silvia, la fidanzata di Max, parte per Berlino per l’Erasmus e lui si mette al lavoro sul secondo album. Tra le canzoni ritrova anche un brano scritto tre anni prima proprio per Silvia: è una prima, iniziale versione di “Come mai”. Max la fa ascoltare a Mauro, che apprezza la canzone, ma subito dopo gli pone una domanda: “Come la ballo?”. Dietro quella battuta si nascondono dubbi più profondi sul suo ruolo negli 883. Mentre Max sembra guardare sempre più alla musica, Mauro inizia a interrogarsi sul suo posto all’interno del duo. Ed è proprio da qui che riparte la seconda stagione: sul racconto di come e perché le strade dei due amici finiranno per dividersi.

La seconda stagione

Con “Nord Sud Ovest Est – La leggendaria storia degli 883” la storia di Max e Repetto riparte nel 1993, quando il duo è all’apice del successo con il secondo album. Gli otto nuovi episodi raccontano il lato più complesso del trionfo tra aspettative, nuovi amori, possibilità e dubbi che finiscono per mettere alla prova anche il loro legame. Max guarda al futuro, mentre Mauro affronta inquietudini profonde. Il viaggio, da Pavia a Milano fino all’America, segna così una svolta nel loro percorso artistico e personale. Rispetto alla prima stagione, promette Sydney Sibilia, uno dei registi, la serie è “ancora più divertente, più romantica, fa molto più ridere ed è ancora più punk perché non ci siamo proprio regolati”. Non mancheranno i colpi di scena, a partire da una sorpresa nella prima puntata, e un maggiore approfondimento dei personaggi. A fare da filo conduttore è sempre la musica e le canzoni degli 883, vera traccia della sceneggiatura.

Le parole dei registi Sibilia e Filippi

Realizzare la seconda stagione della serie non è stato facile. Lo hanno ammesso due dei registi che hanno lavorato al sequel: Sydney Sibilia, che ha diretto il primo episodio aprendo la narrazione, e Alice Filippi, che ha firmato gli ultimi tre che completano il racconto. “Quando la prima stagione va in onda ha fatto un casino, è difficile trovare una parola migliore. A noi è partita un po’ di ansietta”, ha ammesso Sibilia a Fanpage: “Solo quando abbiamo capito che stavamo vivendo la stessa condizione dei nostri personaggi, l’abbiamo accolta. Infatti nelle prime puntate della seconda stagione vedi loro che continuano a ripetersi: ‘Adesso tutti si aspetteranno qualcosa da noi, dopo il successo’. È anche per questo che è un po’ magica questa serie, perché si allineano i pianeti in maniera strana. È stato interessante sfruttare quell’ansia invece di rigettarla”. Così, come ha ammesso Alice Filippi a Coming Soon e La Stampa, “la scrittura è andata oltre quello che ci si aspettava. Siamo stati coraggiosi, abbiamo alzato l’asticella”.

Per Sibilia la parte più interessante è stata lavorare su sentimenti più profondi rispetto al primo capitolo: “Raccontare una separazione, raccontare il successo che forse non era esattamente come te lo immaginavi, è stato stimolante. La rivalsa è un sentimento basico, voglio spaccare tutto perché questa provincia mi sta stretta. Invece qui la domanda è: ‘Chi sono io adesso?’ Tra l’altro, avendo due personaggi, arriviamo a due risposte completamente diverse”. Se Sibilia si è concentrato sulla parte più intima della storia, Alice Filippi ha raccolto il testimone negli ultimi tre episodi, accompagnando la serie verso il suo finale: “Con Sydney abbiamo creato questo mondo: c’erano solo la pagina scritta e l’immaginario degli 883. Ogni puntata l’avrò vista un centinaio di volte, le mie anche di più. Avendo il finale dovevo conoscere il passo di tutto ciò che veniva prima. Poi arriva l’ultima notte, a Torremolinos. Max e Mauro cantano “Rotta per casa di Dio”, insieme in un piccolo piano sequenza. Sono le tre del mattino, alle cinque c’è l’aereo per tornare a casa. Ho dato undici ciak prima di riuscire a dire: è buona, abbiamo finito la serie”.

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