Con la scomparsa di Peppino di Capri, spentosi a 86 anni a Villa Castiglione, si apre il capitolo del lascito del celebre cantante che, come accade sempre per artisti del suo calibro, non comprende esclusivamente beni materiali bensì soprattutto uno sconfinato patrimonio simbolico, discografico e d'immagine costruito in più di sei decenni di successi musicali in tutto il mondo. La fortuna accumulata dal cantautore si poggia essenzialmente su tre asset strategici: i diritti sul repertorio musicale, la produzione discografica gestita attraverso la sua storica casa di produzione indipendente "Splash" e i preziosi possedimenti immobiliari situati a Capri.
La colonna portante a livello economico dell'eredità di Peppino di Capri è costituita senza dubbio dai proventi generati dai diritti d'autore e dalle relative royalty di esecuzione. Tra i brani più celebri associati al suo nome c'è senza dubbio "Champagne", entrato stabilmente nella cultura popolare italiana. Pur non risultando tra gli autori principali, la canzone è una risorsa finanziaria di enorme valore anche per gli eredi: essendo un successo di portata globale, assicura entrate fisse tramite trasmissioni in radio, passaggi in TV, colonne sonore di film e spot pubblicitari in tutto il mondo.
Lo stesso si può dire anche per "Roberta", un pezzo scritto nel 1963 e ispirato alla prima moglie, senza considerare i brani portati dal compianto artista sul palco di Sanremo: per lui ben 15 partecipazioni, condite da due successi, ovvero quello nel 1973 con "Un grande amore e niente più" e quello del 1976 con "Non lo faccio più".
Un catalogo così vasto e importante garantisce un flusso costante di introiti: secondo le normative vigenti, lo sfruttamento economico di queste opere resta protetto a beneficio della famiglia per un periodo di 70 anni dal decesso del creatore, rappresentando così una solida sicurezza economica anche per le generazioni future.
Altro pilastro fondamentale del patrimonio del cantautore è senza dubbio l'etichetta "Splash" da lui fondata nel 1970 con una grande intuizione imprenditoriale e commerciale. Basata a Capri e dotata di studi di incisione di proprietà, questa realtà non ha semplicemente consentito a Peppino di Capri di staccarsi dalle majors e rendersi indipendente, ma di diventare artefice e unico beneficiario dei suoi grandi successi musicali nonché di ampliare i confini della sua impresa: la "Splash", infatti, detiene l'intero possesso controllo amministrativo delle tracce madri delle sue incisioni, e inoltre nella sua storia ha contribuito anche a lanciare sulla scena musicale altri interpreti.
Possedere la titolarità dei master fonografici non è cosa da poco, dato che significa detenere il pieno dominio commerciale sulle pubblicazioni, sulle edizioni speciali, sulle antologie e sulla monetizzazione digitale anche all'interno dei canali di streaming attuali, quali YouTube, Spotify e Apple Music. Uno scenario imprenditoriale che garantisce al lascito del musicista una rendita e un'indipendenza finanziaria di gran lunga superiori rispetto a colleghi legati da vincoli contrattuali con le grandi etichette discografiche.
Ultimo tassello è rappresentato dal patrimonio immobiliare. Il cantautore ha vissuto a lungo a Napoli, città da lui amatissima: dalla sua villa a Mergellina poteva affacciarsi e vedere l'isola di Capri. Ed è proprio qui che ha trascorso gli ultimi anni della sua vita, all'interno della splendida Villa Castiglione. Lo storico immobile sorge in uno dei punti più prestigiosi e panoramici del territorio caprese, si articola su due piani e da osi possono ammirare due golfi.
La proprietà non rappresenta solo un luogo carico di ricordi personali, tra cui anche i suoi numerosi quadri, ma anche un patrimonio dal valore commerciale eccezionalmente alto. Il comparto del real estate di Capri è infatti rinomato a livello globale per la sua stabilità finanziaria e per i prezzi al metro quadro decisamente elevati.
Si può stimare, solo per l'immobile, un valore compreso tra i 5 e i 10 milioni di euro, per cui aggiungendo la capitalizzazione della scuderia Splash e dei ricavi futuri legati a hit mondiali come "Champagne" quantificabili in circa 3-5
milioni di euro, la stima del lascito è di almeno 15 milioni di euro. Saranno i tre figli Igor, Edoardo e Daria a ereditare i beni materiali e immateriali, compresi quindi il brand e i diritti d'immagine, di Peppino di Capri.