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Sanremo, una finale così non si era mai vista. Il trionfo di Sal Da Vinci e il passaggio di consegne Conti-De Martino

L'artista napoletano è salito in vetta dopo una finale a cinque davanti a Sayf, Ditonellapiaga, Arisa e Fedez con Masini. Per il Festival si è esaurita una fase aperta a suo tempo da Claudio Baglioni e poi proseguita da Amadeus e per ultimo da Conti

Sanremo, una finale così non si era mai vista. Il trionfo di Sal Da Vinci e il passaggio di consegne Conti-De Martino
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Nostro inviato a Sanremo

Di certo una finale del genere non si era mai vista. Intanto ha vinto Sal Da Vinci, uno che tre mesi fa non l’avrebbe previsto nessuno. E andrà anche all’Eurovision Song Contest di Vienna. È salito al primo posto dopo una finale a cinque davanti a Sayf, Ditonellapiaga, Arisa e Fedez con Masini. Una conclusione difficile da immaginare anche solo l’altro ieri, con Fulminacci, Tommaso Paradiso e Tredici Pietro che si lasciano dietro molti rimpianti. E poi c’è stato per la prima volta un passaggio di testimone in diretta, da Carlo Conti a Stefano De Martino.

Insomma, alla 76esima edizione il Festival di Sanremo si è chiuso mentre Trump confermava al mondo la morte di Khamenei, cioè uno dei dittatori più sanguinari del secolo, e i droni incrociavano sui cieli di Dubai. E mentre nuovi scenari infiammavano il mondo, verso le 23 Carlo Conti sotto il palco ha abbracciato uno Stefano De Martino emozionatissimo consegnandogli il testimone per la prossima edizione. Sarà lui il presentatore e il direttore artistico (con una squadra di esperti) del Festival 2027 ed è una scelta abbastanza prevista ma comunque sorprendente perché è uno dei conduttori del Festival più giovani di sempre. Comunque De Martino rappresenta un’esigenza che questa edizione di Sanremo ha mostrato chiaramente, quella del rinnovamento.

Si è esaurita una fase aperta a suo tempo da Claudio Baglioni e poi proseguita da Amadeus e per ultimo da Conti. Il Festival si è adeguato ai tempi, ha cambiato musica in tutti i sensi, si è ripreso la scena nel senso che è tornato al centro dell’attenzione non solo televisiva ma pure musicale, abbassando l’età media degli ascoltatori e quindi degli acquirenti. Un risultato strepitoso, siamo sinceri, specialmente in un momento nel quale i “rinnovamenti” sono sempre più rari. Insomma, nuovo presentatore, nuovo corso e vedremo come andrà.

Comunque la serata finale è andata avanti come da copione, partendo dall’inevitabile appello dei tre conduttori (Conti, Giorgia Cardinaletti e Laura Pausini) contro le guerre e a favore della tutela dei bambini. Il momento forse più spettacolare è stato l’arrivo di Andrea Bocelli in sella al suo cavallo bianco Caudillo che si è fermato davanti all’ingresso dell’Ariston, accolto dalla moglie Veronica e da Carlo Conti. Poi il tenore dei due mondi ha interpretato i propri brani sanremesi, “Il mare calmo della sera” (primo posto nella categoria Nuove Proposte del 1994) e “Con te partirò” super successo mondiale arrivato quarto nel 1995. Standing ovation dell’Ariston.

Per il resto, a parte le gag di Nino Frassica, l’intervento commovente di Gino Cecchettin e un medley di Laura Pausini, tutto è scivolato nella più totale prevedibilità, come si conviene a

una edizione che chiude un’epoca.

Bravo Carlo Conti che, vista la situazione, ha comunque salvato il salvabile con un piglio che, una volta di più, lo consacra come il definitivo erede di Pippo Baudo.

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