Napoli Anziana massacrata e uccisa in casa dai rapinatori

L'hanno uccisa infilandole un sacchetto di plastica sulla testa: la vittima, Annunziata Valente, 76 anni è morta soffocata.
È successo nella serata di ieri in via Aida, a Pianura, quartiere periferico di Napoli. Gli assassini sono entrati nell'abitazione dell'anziana, al quarto piano di una palazzina situata in una zona molto popolosa del quartiere. Annunziata prima è stata picchiata e poi uccisa. È stata sua cognata a trovarla, ma oramai era tardi. La donna le aveva telefonato in mattinata, più volte, senza mai ricevere risposta. Poi, altri tentativi. Così ha deciso di andare a controllare. Appena aperta la porta di casa, si è trovata dinanzi la terribile scena: disteso sul pavimento, ormai senza vita, c'era il cadavere di Annunziata. Tutto intorno, il sangue della vittima, sul corpo i lividi e le ferite, provocati dalle percosse dei malviventi.
Annunziata era pensionata, viveva da sola, una vita normalissima. Probabilmente è stata lei stessa ad aprire la porta di casa ai suoi assassini. Gli investigatori ipotizzano che la vittima sia stata uccisa per rapina. Probabilmente i suoi assalitori, conoscevano bene le sue abitudini. Aggredire una donna inerme è stato fin troppo facile: una volta in casa, l'hanno picchiata per farsi rivelare dove nascondesse denaro e oggetti preziosi.
Pianura è un quartiere situato nella zona flegrea, ed è tra i più degradati di Napoli. Negli anni Ottanta fu afflitto da un grande sacco edilizio, oggi mostra i problemi che affliggono tanti quartieri cittadini, camorra, microcriminalità, disoccupazione, extracomunitari irregolari. Due anni fa, ci furono duri scontri, tra la gente del quartiere che non voleva la discarica e la polizia.
A denunciare, ancora, lo stato di abbandono di Pianura è don Salvatore Russolillo, parroco della chiesa della Santa Famiglia. «Alle 7 di sera qui scatta il coprifuoco. I fedeli più anziani mi chiedono di anticipare l'orario di celebrazione della Santa Messa perché hanno paura di subire scippi e rapine».