Occupano la sede della Cgil: "Noi, abbandonati dal sindacato”

Due degli operai licenziati nel 2016 da Ambiente Spa hanno occupato la segreteria della Cgil di Napoli per alzare la voce sulla propria vertenza di lavoro e contestare il sindacato guidato da Maurizio Landini

Si sono intrufolati in uno dei locali della sede della Cgil a Napoli, si sono chiusi dentro e dal balcone hanno iniziato ad alzare la voce sulla loro vertenza di lavoro. Sebastiano Sepe e Antonio Cordino sono due degli otto operai licenziati nel 2016 da Ambiente, la società con sede a San Vitaliano che opera nel campo dei rifiuti. Dipendenti fatti fuori “per automazione delle attività aziendali”, recitava la comunicazione aziendale.

I due, insieme a un altro ex dipendente della ditta del Napoletano, Pellegrino Crivelli, stanno combattendo una battaglia giudiziaria che mercoledì si disputerà in una delle aule del tribunale di Napoli, dopo una prima fase terminata, nella sezione del lavoro del tribunale di Nola, con la conferma del licenziamento. Vogliono riprendersi il posto di lavoro, ritengono che il loro licenziamento sia illegittimo, e in più occasioni hanno organizzato proteste per tenere acceso un faro sulla propria vertenza.

La settimana scorsa Sebastiano e Antonio irruppero nel parco pubblico di Pomigliano per parlarne con il segretario della Cgil, Maurizio Landini. Dai sindacalisti, riuniti per una pubblica iniziativa, riuscirono a ottenere la promessa di risentirsi per parlarne.

“Ma è passata una settimana, non abbiamo ricevuto nemmeno un messaggio, e stamattina abbiamo occupato la sede della Cgil a Napoli”, racconta Sebastiano. Dal balcone hanno calato uno striscione e su via Toledo hanno fatto sentire la propria voce, quella che urlato il disagio per la perdita del lavoro e le accuse contro azienda e Cgil, il sindacato rappresentato in azienda dall’altro operaio licenziato, Antonio, che stamattina ha raggiunto la sede napoletana dell’organizzazione per contestarla.

Di sotto, a supportarli, c’erano i licenziati della Fca di Pomigliano insieme a una delegazione del Si Cobas. “Dopo un confronto con Garzi ci siamo spostati. Si sono presi l’impegno di incontrarci martedì in presenza del nostro avvocato”, ha rivelato al termine della protesta uno dei due licenziati.

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Commenti

killkoms

Sab, 21/09/2019 - 08:35

bravi!così si fa!