Una nuova droga si sta purtroppo diffondendo anche nel nostro Paese. Si tratta della 4-Bmc, nota anche come 4-bromometcatinone o brefedrone, una sostanza considerata come molto pericolosa per la sua tossicità altamente imprevedibile.
Questo tipo di stupefacente sintetico, appartenente ai catinoni sintetici derivati delle anfetamine e della fenilalanina, si è diffuso principalmente in Europa centrale e settentrionale, in particolar modo in Olanda, Spagna, Francia, Finlandia, Polonia, Germania, Austria e Svezia. Ultimamente il mercato si è esteso anche in Romania, Slovacchia, Lituania ed Estonia.
A quanto pare è arrivata anche in Italia. Il primo sequestro della sostanza è recentemente avvenuto a Pordenone. Fino allo scorso anno l'EUDA (Agenzia Europea sulle droghe) considerava l'Italia come una delle Nazioni escluse dai circuiti principali. Purtroppo le ultime notizie dimostrano come il traffico stia cercando di ampliarsi anche al sud Europa.
L'4-Bmc viene solitamente venduta in forma di polvere bianca e agisce come stimolante del sistema nervoso centrale. I suoi effetti ricordano quelli dell'ecstasy o delle anfetamine. È in grado di suscitare in chi la assume uno stato di euforia, accompagnato da un aumento della socialità. Non è ancora chiaro il suo indice di dipendenza, né si conoscono ancora i livelli di tossicità. È una sostanza imprevedibile, ecco perché spaventa.
Può provocare conseguenze gravi sull'organismo umano. Tra quelli noti, abbiamo disturbi all'apparato cardiovascolare come tachicardia e sbalzi pressori. Oltre a questo si accompagnano anche ansia acuta, forte paranoia, deliri e allucinazioni.
Secondo quanto riferito dall'EUDA, ad oggi le materie prime per la produzione della 4-BMC vengono importate da aziende chimiche che hanno la loro sede in India. Il primo caso in Italia è stato rilevato e segnalato dai carabinieri di Pordenone, che si sono imbattuti nella droga durante un controllo su strada.
"Il nostro tecnico di laboratorio è stato subito attratto da una sostanza leggermente diversa dalle solite, l'ha sottoposta ad approfondite analisi con la strumentazione in dotazione e ha scoperto trattarsi di una sostanza chimica creata artificialmente in laboratori clandestini che ha le sembianze e gli effetti simili alle metanfetamine ma che, essendo leggermente diversa dalle sostanze attualmente presenti nelle tabelle ministeriali che elencano le sostanze vietate fino al suo inserimento, non era illegale: questo è il trucco che utilizzano i creatori di queste nuove sostanze chimiche", ha dichiarato ai microfoni della Rai il tenente colonnello Claudio de Leporini.