Fin dalle prime luci dell'alba, ampi contingenti di polizia sono stati schierati davanti al centro sociale Askatasuna per effettuare una perquisizione in relazione alle recenti manifestazioni violente, tra le quali l'assalto a La Stampa e quello alle Ogr. "Sgomberato il centro sociale Askatasuna di Torino. Dallo Stato un segnale chiaro: non ci deve essere spazio per la violenza nel nostro Paese", ha rivendicato il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi. "Fuori", è stato il commento del vicepremier Matteo Salvini. "L'operazione in corso da questa mattina su Askatasuna conferma ciò che, anche come Regione, sosteniamo da tempo, ovvero che questo centro sociale rappresenta una realtà che si pone al di fuori del rispetto delle regole e del perimetro della convivenza democratica. Accogliamo quindi con favore l'operato della magistratura e del ministero dell'Interno e ringraziamo, ancora una volta, le forze dell'ordine impegnate sul campo per il ripristino delle condizioni di legalità e di rispetto della legge", ha commentato il presidente della Regione, Alberto Cirio.
"Potrebbe essere possibile lo sgombero", è la voce che circola con insistenza tra gli antagonisti, che si sono radunati all'esterno della struttura a seguito di un tam tam mediatico che si è propagato attraverso i social. Una sensazione non infondata, stando alle parole di Domenico Pianese, segretario generale del sindacato di Polizia Coisp, secondo il quale "quanto sta accadendo in queste ore ad Askatasuna a Torino non è una semplice perquisizione: lo Stato ha deciso di passare all’azione in modo deciso e concreto". Una sensazione che si è poi concretizzata con la muratura delle porte e la chiusura dell'acqua.
A fronte delle recenti violenze, ha sottolineato Pianese, "ieri sono stati inviati in rinforzo a Torino oltre 300 poliziotti dei reparti mobili per sostenere l’azione delle forze dell’ordine sul posto. Non si tratta solo di una perquisizione dei locali e delle abitazioni: le autorità competenti sono pr onte ad attuare lo sgombero dello stabile occupato, se necessario, per ristabilire legalità e ordine in una situazione che ha superato ogni limite tollerabile". Per questo motivo, ha proseguito il sindacalista, "esprimiamo il nostro plauso al ministro dell’Interno Piantedosi, al Capo della Polizia Pisani e alla Procura della Repubblica di Torino per la determinazione con cui si stanno contrastando metodi violenti e intimidatori che nulla hanno a che fare con la legittima espressione delle idee". Il segnale che lo Stato, da Torino, oggi sta inviando è molto forte ed è chiaro: "La violenza antagonista non troverà spazio né impunità nel nostro Paese".
La vicecapogruppo di Fdi alla Camera, Augusta Montaruli, e l’assessore alle Politiche sociali della Regione Piemonte, Maurizio Marrone, hanno ringraziato il ministro Piantedosi per l'operazione avviata questa mattina perché "con i violenti non si tratta, non si fanno accordi, non si nasconde la testa per fingere di non vedere". Il riferimento è al patto di collaborazione che il Comune di Torino ha avviato con il centro sociale. "In tutti questi mesi quel centro sociale ha continuato ad essere la base degli antagonisti, ma questa mattina grazie al lavoro della Questura e della Prefettura lo Stato ha colpito. Se il Comune avesse rispettato la mia legge regionale fin da subito, magari in questi due anni non ci sarebbe stata questa escalation di violenza", è la riflessione di Marrone. Il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, dopo aver valutato la situazione ha deciso di correre ai ripari: "Tale situazione configura un mancato rispetto delle condizioni del patto di collaborazione (con un comitato di garanti, ndr) che pertanto è cessato, come comunicato ai proponenti".
Una decisione che arriva a fronte della comunicazione della prefettura al Comune sull'accertamento "della violazione delle prescrizioni relative all'interdizione all'accesso ai locali di corso Regina Margherita 47".