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Nazionale

Askatasuna, il racconto choc dei poliziotti aggrediti: “Hanno dato fuoco al blindato, volevano ucciderci”

Nell’ordinanza contro 16 antagonisti le testimonianze degli agenti: un mezzo incendiato e un poliziotto preso a martellate. L’accusa è anche di tentato omicidio

Nelle 81 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal Gip Giulia Caveglia del Tribunale di Torino contro 16 attivisti del centro sociale Askatasuna e dei movimenti antagonisti, per gli assalti alle forze dell’ordine del 31 gennaio scorso a Torino, particolare rilevanza assumono le testimonianze degli agenti colpiti dalla furia dei manifestanti.

Sono gli occhi di chi ha visto da vicino la violenza di Askatasuna, il centro sociale torinese vicino al partito Avs.

Il racconto dell’agente Luigi Marchese, nel maggio scorso, davanti al pubblico ministero è fondamentale per configurare il reato di tentato omicidio. Marchesi racconta di essere alla guida del mezzo della polizia con maschera anti-gas e casco: “Alle 18 e 30 ci troviamo all’angolo di via Torino quando scorgiamo un gruppo di manifestanti che inizia a lanciare pietre contro le forze dell’ordine schierate in assetto di difesa”.

Una manovra sbagliata, le squadre di terra indietreggiano e il mezzo resta in balia dei teppisti. Ecco che il racconto di Marchese si fa agghiacciante: “Alcuni manifestanti incastravano del materiale in fiamme, mazze e pellet tra il parabrezza e il motore mentre un altro lanciava liquido infiammabile. Subito dopo aver appiccato il fuoco, un altro gruppo di manifestanti iniziava a lanciare pietre. Contemporaneamente gli attivisti hanno posizionato un contenitore di vetro del vetro davanti al veicolo riuscendo a bloccare la marcia”.

Il veicolo diventa una trappola di fiamme per l’agente di polizia. Marchesi riesce a salvarsi dalle fiamme solo per una piccola sospensione del lancio di sassi contro il mezzo. E’ un attimo, il poliziotto scende dal blindato di grazie all’intervento delle fiamme gialle si mette in salvo.

La furia e l’organizzazione del piano hanno spinto i magistrati della Procura di Torino a confezionare l’accusa di tentato omicidio per questo episodio.

Il secondo racconto choc è quello di Alessandro Calista, l’agente preso a martellate durante gli scontri. In questo caso l’agente perde il contatto con i colleghi. Si trova accerchiato da una decina di manifestanti. Però qui il racconto entra nel dettaglio: “Un manifestante mi blocca a terra, un altro attivista mi colpisce tre volte, alla schiena e sulle ginocchia”.

Calista prova a rialzarsi ma viene ripetutamente colpito alle gambe e fatto ricadere a terra. Pochi minuti dopo, intervengono i colleghi che riescono a metterlo in salvo.

Augusta Montaruli, parlamentare Fdi e torinese, consegna al Giornale la sua rabbia: “Questo non c’entra niente con la protesta ed è evidente agli occhi di tutti. Solo la sinistra si ostina a non tagliare il cordone ombelicale con la galassia antagonista, scendendoci addirittura in piazza insieme in più occasioni. Questo Governo e la magistratura stanno facendo un lavoro straordinario per garantire la sicurezza e non permetteremo che venga vanificato”.

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