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Aggiornato alle ore 13:31
La brutale aggressione

Calci in bocca, martellate sulle gambe, pugni sulla testa: la violenza choc degli antagonisti sul poliziotto accerchiato

Frattura alle costole, polpaccia lacerato e bacino rotto: così gli antagonisti incappucciati hanno ridotto Alessandro Calista, agente del reparto mobile di Padova, dopo averlo accerchiato e pestato con martelli, calci e sassi

Askatasuna, il bilancio della guerriglia: un centinaio di feriti tra gli agenti. Preso uno dei pestatori del poliziotto accerchiato: ecco chi è

Uno, due, tre, venti calci. Il casco che si sfila, gli scarponi che seguitano ad arrivare al volto. Uno giunge dritto sulla bocca. Un altro sulla nuca. Il poliziotto a terra prova a rialzarsi invano. I calci continuano, il casco viene spazzato via come se fosse un pallone. La furia di almeno venti criminali, antagonisti o delinquenti, chiamateli come vi pare, continua a investire l'agente Alessandro Calista.

Che poi riesce ad alzarsi mentre un pugno di un incappucciato lo colpisce sulla nuca. Un altro teppista impugna un martello e glielo pianta sul ginocchio sinistro, un altro ancora gli tira un sasso sulla faccia. Il martello torna a colpire sulla schiena: una, due, tre volte. Di nuovo un calcio sulla schiena, l'agente barcolla stordito e dolorante, inginocchiato. Un calcio sul basso ventre lo fa ripiombare sull'asfalto. Si mette le mani sulla testa, per proteggersi da eventuali altri attacchi mentre un nugolo di giovani bardati lo guarda sghignazzando come un gruppo di iene.

Askatasuna e il video della vergogna: così accerchiano e picchiano un poliziotto L'aggressione (Redazione web)

A un passo dalla morte. Un collega accorre a portarlo via dal teatro di guerra, mette lo scudo a riparo e, indietreggiando, lo salva sotto una pioggia di sassi, razzi e bombe carte. Scene assurde, vergognose, che riportano alla mente il G8 di Genova. Scene indegne di un paese civile che ancora una volta si trova a fronteggiare bande di criminali che violentano la democrazia e che mettono nel mirino le nostre forze dell'ordine. Sono terroristi del crimine che puntano alla morte di chi si mette contro i loro intenti di devastazione. Guardate il video, mettetevi nei panni di quel poliziotto di 29 anni del reparto mobile di Padova sposato e con un figlio e chiedetevi quanto mancava dalla morte. Contusioni multiple, una ferita da martello sulla coscia sinistra, già suturata. Se la punta di quel martello avesse colpito la testa invece del ginocchio, se la violenza degli incappucciati fosse stata solo un filo superiore contro quel corpo inerme e indifeso, senza casco, senza scudo, senza protezione. Avremmo raccontato un'altra storia, ma invece dovremmo raccontare la stessa storia e non commettere l'errore di pensare che questa volta è andata bene. No, non bisogna aspettare la prossima volta. È ora di agire adesso.

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