Si fa sempre più accesa la polemica circa le chat sessiste di alcuni dipendenti Atm. Le persone coinvolte stanno affrontando ora le conseguenze delle loro azioni. Ci sono indagini in corso e i lavoratori sono stati sospesi dal servizio.
Intanto sui social il clima si sta facendo sempre più teso. Una vignetta pubblicata sulla pagina Facebook Tranvieri di Milano ha scatenato la rabbiosa reazione di molti utenti. L'immagine, realizzata con l'ausilio dell'intelligenza artificiale, mostra alcuni dipendenti Atm e parla dei requisiti per essere assunti, tra cui l'appartenenza alla "categoria degli eunuchi e dei castrati". Come obiettivo: "Condurre, non commentare".
In molti non hanno gradito la vignetta, che chiaramente si riferisce alla vicenda delle chat in cui venivano scambiate immagini acquisite senza consenso da vittime ignare e poi commentate in modo sessista e volgare.
L'ideatore della vignetta si fa chiamare Stefralusi, e dice di essere un manutentore, ex macchinista della metro. La sua pagina – Tranvieri Milano – conta 21 mila follower e 116 seguiti. Parlando con il Corriere, Stefralusi assicura di non avere nulla a che fare con le persone coinvolte nella vicenda. La sua pagina riunisce tranvieri, amici, appassionati di trasporto pubblico e altro.
L'immagine realizzata con l'intelligenza artificiale non è però stata gradita. Stefralusi afferma che la sua è stata soltanto satira. Le critiche, però, non sono mancate. In tanti hanno ribattuto dicendo che sulla questione non c'è proprio nulla da ridere, altri hanno parlato di vera e propria vergogna. Non sono comunque mancati attacchi nei confronti della giovane che ha visto la chat del tranviere e ha fatto esplodere il caso. "Da denuncia la tipa che fotografa il cellulare di un'altra persona", ha infatti commentato un utente.
Stefralusi non vuole prendere parte allo scontro social e ribadisce che la sua vignetta voleva solo essere un modo per rispondere provocatoriamente a certe dichiarazioni del sindaco Beppe Sala, che in questi giorni ha chiesto ad Atm di "essere certamente incisivi in analisi e duri anche nei provvedimenti da prendere".
"Per la tutela dei dati, io do pienamente ragione ad Atm.
Ma è stato un errore rubare quelle immagini dalle telecamere di sorveglianza. Le riprese non devono uscire. La ragazza doveva denunciare l'accaduto a un responsabile dell'azienda. L'avrebbe ricevuta subito", dichiara Stefralusi.