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“Chi sta ricattando Ranucci?”. E il conduttore di Report querela il magistrato per il post su Facebook

Il giornalista contro la consigliera della corte d’Appello di Clementina Forleo. Che poi replica: “Il mio post è stato una riflessione a una notizia mai smentita”

Ranucci smentisce la gola profonda e minaccia vie legali, Esperia lo sfida: "Confermiamo tutto"

Il giornalista Sigfrido Ranucci ha dato mandato ai propri legali per procedere nei confronti della magistrata Clementina Forleo dopo il post pubblicato domenica 16 agosto su Facebook. Lo apprende l’ANSA da fonti vicine al giornalista. Forleo, consigliera della Corte d’appello di Roma, si è chiesta “Chi sta ricattando Ranucci? Perché vuole a tutti costi mantenere il timone di Report (trasmissione del servizio pubblico) con la minaccia di spifferare le chat con “tutti”? E chi sono i “tutti” di cui parla?”. Dichiarazioni che hanno convinto il conduttore a muoversi per vie legali.

“In un Paese normale (attentato falso o vero a parte) Ranucci sarebbe stato già indagato per estorsione e i suoi telefoni sequestrati: solo per tali gravi intimidazioni. Voglio credere che sarà così e che è solo una questione di tempo: non tutti i magistrati appartengono alla categoria del ‘tanto meglio’”, ha aggiunto.

“Dispiace che una magistrata, ben consapevole dell’importanza delle dichiarazioni pubbliche di chi riveste ruoli istituzionali - dice l’avvocato Roberto De Vita, legale di Ranucci, interpellato dall’Adnkronos - abbia fatto affermazioni prive di fondamento e gravemente calunniose, per le quali Ranucci è costretto a rivolgersi alla Autorità Giudiziaria. Parole ben oltre la perdita di sobrietà con gravi conseguenze legali”.

A stretto giro è arrivata la replica di Forleo. “Il mio post, come chiarito nei relativi commenti è stato una mera riflessione ad una notizia apparsa sul Il Foglio a firma di Carmelo Caruso e poi ripresa da Salvo Sottile nella sua pagina Facebook. Non mi risulta essere stata mai smentita dall’interessato. In uno Stato di diritto ognuno risponde delle sue condotte, ivi incluse le sue querele”.

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