Grave aggressione nei confronti di un funzionario di polizia giovedì sera a Genova durante una manifestazione che si è tenuta nei pressi della stazione marittima. Qui si era appena concluso il corteo pacifico organizzato da un comitato di cittadini per chiedere più sicurezza in centro storico. Mentre il corteo si dissolveva, circa 30 di anarchici provenienti da un circolo del centro storico sono arrivati dietro uno striscione con scritto “Fuori gli sbirri e i borghesi dai quartieri” con l’intenzione di contestare la manifestazione di residenti e commercianti.
Il movimento antagonista di Genova è noto per essere tra i più violenti d’Italia, le manifestazioni dell’estremismo rosso nella città della Lanterna sono spesso connotate da violenze nei confronti delle forze dell’ordine e di chi esprime un pensiero diverso. Per questo motivo la polizia è intervenuta frapponendosi tra il corteo dei cittadini e quello degli anarchici prima con il reparto mobile, poi con alcuni funzionari della Digos che hanno cercato di mediare chiedendo agli anarchici di non avanzare per mantenere la calma. È a quel punto che, secondo le ricostruzioni M.C. di 39 anni avrebbe sferrato un pugno a freddo in pieno volto a un funzionario della Digos, che non era equipaggiato con i dispositivi di protezione individuale. Dall’ordinanza di custodia cautelare emerge inoltre che lo stesso soggetto, poco prima, aveva aggredito con uno schiaffo una poliziotta del reparto mobile.
Anche per questo motivo la gip Alice Serra che ha convalidato l’arresto in differita eseguito dalla Digos la mattina successiva ai fatti, confermando per lui anche la custodia cautelare in carcere, in quanto ha dimostrato una spiccata aggressività e un’assenza di autocontrollo. Ne corso dell’interrogatorio di garanzia che si è tenuto oggi, l’anarchico si è avvalso della facoltà di non rispondere. A causa del pugno, il funzionario ha riportato un trauma cranico: M.C. è accusato di lesioni aggravate. L’episodio conferma la pericolosità e la frequenza delle condotte violente da parte dell’estremismo radicale in Italia, evidenziando come l’intolleranza ideologica rossa continui a tradursi in aggressioni dirette e ingiustificate verso chi garantisce la sicurezza istituzionale.
