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La scheda

I 46 anni del muro di gomma su Ustica

Dopo inchieste, depistaggi e rivelazioni, la verità sulla strage potrebbe essere più vicina. Ecco i punti principali della cronologia giudiziaria di uno dei più grandi misteri italiani

Dopo 46 anni di inchieste, depistaggi e rivelazioni, la verità completa sulla strage di Ustica potrebbe essere più vicina. Per decenni le due tesi contrapposte sono state da un lato una bomba esplosa nella toilette dell’aereo, dall’altro che il Dc9 sia stato abbattuto da un missile o comunque in uno scenario di guerra aerea.

Ecco i punti principali della cronologia giudiziaria di uno dei più grandi misteri italiani.

27 GIU 1980: alle 20.59 il Dc9 Itavia in volo da Bologna a Palermo precipita al largo di Ustica. I morti sono 81. La prima ipotesi parla di cedimento strutturale. Cominciano i depistaggi.

18 LUG 1980: trovati in Sila i resti di un Mig 23 libico

16 MAR 1982: la commissione d’inchiesta ministeriale esclude il cedimento strutturale.

GEN 1984: Il giudice istruttore Vittorio Bucarelli nomina una commissione di periti.

16 MAR 1989: i periti consegnano a Bucarelli la relazione con la tesi del missile lanciato da un aereo.

10 MAG 1989: la commissione d’inchiesta governativa sostiene la tesi del missile.

23 LUG 1994: per il collegio peritale nominato dal giudice Priore, subentrato a Bucarelli, è stata una bomba, ma due periti presentano un’altra relazione che non esclude il missile.

17 GIU 1997: per la perizia radar consegnata a Priore oltre al Dc9 c’erano aerei militari.

30 APR 2004: la terza Corte d’assise di Roma assolve i generali dell’Aeronautica accusati dei depistaggi.

15 DIC 2005: la prima Corte d’assise di appello di Romaa ssolve, perché il fatto non sussiste, i generali Bartolucci e Ferri, accusati di alto tradimento. Sentenza confermata fino in Cassazione.

30 MAG 2007: il tribunale civile di Palermo condanna i ministeri della Difesa e dei Trasporti al risarcimento dei familiari di 4 vittime. Nel 2010 la Corte d’Appello conferma la condanna.

9 GEN 2008: i familiari delle vittime citano davanti al Tribunale civile di Palermo i ministeri della Difesa e dei Trasporti, “colpevoli di omissioni e negligenze”.

21 GIU 2008: la Procura di Roma riapre l’inchiesta dopo le parole del presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga, per il quale ad abbattere l’aereo sarebbe stato un missile lanciato da un aereo francese.

8 MAG 2010: il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano afferma che nella strage oltre ad “intrecci eversivi, ci furono anche intrighi internazionali”.

12 SET 2011: il Tribunale Civile condanna i ministeri Difesa e Trasporti al risarcimento di oltre 100 milioni di euro ai parenti delle vittime.

21 SET 2011: per i giudici civili di Palermo a far precipitare il DC 9 fu un missile o una quasi collisione tra velivoli militari.

28 GEN 2012: per il primo gruppo di vittime che hanno promosso la causa civile, la Cassazione ha condannato lo Stato a pagare un risarcimento. Per i giudici il DC 9 fu abbattuto da un missile.

22 OTT 2013: la Cassazione “consacra” la tesi del missile e considera “accertato” il “depistaggio” delle indagini.

9 OTT 2014: i ministeri della Difesa e dei Trasporti condannati ad un risarcimento di 5,6 milioni di euro. Anche la Corte d’appello di Palermo certifica l’ipotesi del missile.

22 MAG 2018: la Cassazione condanna il ministero della Difesa e quello delle Infrastrutture a risarcire la compagnia Itavia.

2 SET 2023: l’ex premier Giuliano Amato rivela: “il Dc9 abbattuto da un missile francese”.

5 MAR 2025: La Procura chiede l’archiviazione per il procedimento avviato nel 2008 dopo le parole di Cossiga e per quello aperto nel 2022 dopo un esposto dell’Associazione per la verità su Ustica, che sposa la tesi della bomba.

26 NOV 2025: I parenti delle vittime chiedono al Gip “di non archiviare”.

27 GIU 2026: Il governo fa sapere che si opporrà allarichiesta di archiviazione.

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