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Coltello, "Allah Akbar" e la frase sull'Isis: terrore nel parco di Milano. Poi il giudice lo libera

L'egiziano irregolare aggredisce i carabinieri e tenta di sfilare una pistola. Dopo la direttissima torna libero con il divieto di rientrare in provincia

Coltello, "Allah Akbar" e la frase sull'Isis: terrore nel parco di Milano. Poi il giudice lo libera
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La sera, a Milano, il rischio di incontrare soggetti pericolosi è sempre più alto e quasi i residenti vi hanno fatto l’abitudine ma l’ultimo episodio non può passare inosservato. Alle 22.30 di lunedì i volontari dei City Angels si sono recati presso il parchetto di via Pini, nella zona di Lambrate, dove solitamente stazionano diversi clochard. A quell’ora a Milano ha fatto da poco buio in queste lunghe serate estive e questa è un’attività che i volontari svolgono pressoché quotidianamente. Tuttavia, come racconta Il Giorno, all’improvviso, dalla zona giochi del parchetto, a quell’ora comunque vuota, è spuntato un uomo, che poi si è scoperto essere il 38enne egiziano Ahmad A., irregolare in Italia con precedenti, con una t-shirt indossata come una kefiah, a coprire il volto.

Lo straniero era armato di un coltello a scatto con lama di 9 centimetri e mentre intimava ai volontari di allontanarsi gridava “Allah Akbar”. Non essendo militari e non essendo addestrati, i City Angels hanno obbedito e si sono allontanati di un centinaio di metri, creando una cintura di sicurezza attorno al parchetto per impedire che altre persone, ignare di tutto, potessero entrare. A quell’ora, quando la morsa del caldo dà tregua alla città, sono molte le persone che escono con i propri cani ma la situazione nel parchetto non era quella giusta. Nel frattempo i volontari hanno chiamato il 112 e in pochi minuti sono arrivate le pattuglie del nucleo Radiomobile dei carabinieri, che hanno trovato l’egiziano seduto su una panchina. I militari hanno invitato Ahmad A. di non muoversi e di tenere le mani in vista ma lui ha infilato la mano in tasca con l’intento di estrarre la lama e in quel momento i carabinieri sono passati all’azione per bloccarlo.

Non senza difficoltà gli hanno impedito di far scattare la lama, anche perché l’egiziano ha provato in tutti i modi a divincolarsi, sferrando calci e pugni all’indirizzo dei carabinieri. Ha sputato loro addosso, si è aggrappato ai cinturoni e a un carabiniere ha anche tentato di sfilare la pistola d’ordinanza dalla fondina, fortunatamente senza riuscirci. Dimenandosi, poi, ha scaraventato a terra un militare e lo ha morso all'avambraccio prima che riuscissero a immobilizzarlo definitivamente per caricarlo in auto e portarlo via. Sia il carabiniere morso che lo straniero sono stati accompagnati in ospedale dove al militare hanno dato 5 giorni di prognosi per le abrasioni mentre l’egiziano è stato dimesso senza alcuna indicazione. Tuttavia, nel referto la dottoressa che lo ha visitato ha annotato che l’egiziano ha pronunciato una frase tipo: “Sono un affiliato dell’Isis, stasera dovevo uccidere undici persone”. Nelle banche dati delle forze dell’ordine, Ahmed A.

risulta avere tre alias e precedenti per ricettazione e invasione di terreni ed edifici. È stato processato per direttissima ma il giudice, convalidando la misura lo ha rimesso in libertà in attesa dell’udienza di settembre. Unica restrizione? Il divieto di reingresso nella provincia di Milano.

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