Le notizie c’erano. Le conferme, adesso, arrivano direttamente dalla protagonista. Intervistata dal Corriere, Maria Rosaria Boccia mette nero su bianco diversi particolari anticipati nei giorni scorsi dal Giornale sul suo rapporto con Sigfrido Ranucci: gli incontri - anche negli uffici Rai -, il legame personale con il conduttore di Report e soprattutto il progetto di un libro al quale i due stanno lavorando.
A partire dal nodo più delicato, quello dei rapporti. Alla domanda sull’ipotesi che il giornalista, davanti al Comitato etico, avrebbe ridimensionato la conoscenza con l’imprenditrice, l’imprenditrice evita di commentare ricostruzioni che non ha potuto verificare. Ma quando si passa alla natura del legame, la risposta è inequivocabile: “Posso dire con assoluta serenità che Sigfrido Ranucci è una persona che conosco, frequento e alla quale sono legata da un rapporto di amicizia e di stima”. E aggiunge: “Non ho alcun motivo per modificare ciò che ho già dichiarato pubblicamente. Troverei francamente sorprendente scoprire che abbia sostenuto di non conoscermi. Ma uso volutamente il condizionale: prima di attribuire a una persona parole tanto nette vorrei leggerle in un documento e non nell’interpretazione di qualcuno”.
Una conferma che si inserisce esattamente nel solco delle notizie pubblicate dal Giornale. Nei giorni scorsi avevamo raccontato anche degli incontri avvenuti tra la Boccia e Ranucci, compresi quelli nella sede della Rai. Anche su questo punto, nessuna smentita. Anzi. “Ci siamo visti diverse volte, a Roma, a Pompei e anche in Rai”, l’ammissione dell’influencer: “Non considero particolarmente misterioso che due persone che hanno un rapporto di amicizia si incontrino”. Gli argomenti affrontati? Questioni personali, attualità, vicende giudiziarie e mediatiche. Ma non soltanto. Perché tra i temi di discussione compare anche quel progetto editoriale sul quale il Giornale aveva acceso i riflettori.
Ed è proprio qui che arriva la seconda, pesante conferma. Il libro con Ranucci non è una suggestione né una voce raccolta nei corridoi. Esiste davvero ed è già in fase avanzata: “Confermo che il libro esiste. Il progetto è concreto ed è in uno stato avanzato. Preferisco però non anticiparne oggi contenuti, struttura ed editore, perché alcune notizie meritano di essere date quando sono mature e non consumate attraverso indiscrezioni. Se qualcuno immagina un libro accomodante, celebrativo o scritto per regolare piccoli conti personali, rischia di rimanere deluso”. Un lavoro che, nelle sue intenzioni, dovrebbe raccontare “fatti, meccanismi e retroscena” degli ultimi anni della vita pubblica italiana, distinguendo “ciò che è stato raccontato da ciò che è realmente accaduto”.
Dopo settimane di indiscrezioni, il quadro si fa decisamente più nitido. La Boccia conferma l’amicizia con Ranucci, conferma gli incontri anche in Rai e conferma l’esistenza del libro a doppia firma. Tutti elementi già raccontati dal Giornale e che oggi trovano riscontro nelle parole della diretta interessata.
