Il caso di Report sta assumendo contorni tragicomici a causa degli attori collaterali che si stanno muovendo a supporto di Sigfrido Ranucci, che sta giocando la carta della vittima e del martire, trovando sponda nel M5s. Ma anche, va da sé, nel Fatto Quotidiano. Negli ultimi giorni Ranucci ha perso l’equilibrio che, fino a qualche settimana fa, ne aveva contraddistinto le esternazioni pubbliche. Ha parlato di se stesso come del conduttore più premiato, di Report come della trasmissione più bella e dei nuovi conduttori indicati dalla Rai come di una “scelta mediocre”.
E tutto questo viene alimentato dalle sue cheerleader e dagli “amici” che ne sostengono le tesi, come Il Fatto Quotidiano, appunto, che nella prima pagina di oggi ha creato un capolavoro involontario di ironia paradossale, che nemmeno a ragionarci su per giorni sarebbe venuto così bene. Foto centrale a quattro colonne, il “condottiero” Ranucci in primo piano, dietro di lui un gruppetto di redattori e inviati di Report e sul fondo la scritta “Viva la stampa libera”. Titolo: “Hanno ucciso Report”. Sommario: “La Rai annuncia 2 conduttori sconosciuti”. Ed è qui il colpo di genio, perché uno dei due nuovi volti di Report annunciati dalla Rai, Giulia Presutti, è lì, alla destra di Ranucci (che detto così è anche quasi evocativo per chi ha sempre venerato Ranucci come il Messia del giornalismo d’inchiesta), nella foto di primo piano pubblicata dal Fatto Quotidiano.
È il cortocircuito definitivo della propaganda pro Ranucci: Presutti è talmente “estranea” alla trasmissione da essere parte di una foto rappresentativa di Report, pubblicata in prima pagina da Il Fatto Quotidiano, che accusa la Rai di aver scelto conduttori sconosciuti. È la fotografia definitiva dell’ideologica che acceca, che perde la sua logica per sostenere una tesi traballante ma accondiscendente.
