In questi giorni la vicenda giudiziaria che vede al centro i bambini della famiglia Trevallion-Birmingham ha compiuto un'importante accelerata. Complice anche il cambio di strategia, Nathan e Catherine stanno tentando il tutto per tutto al fine di riavere i loro figli.
Al momento, i tre bambini (i due gemelli di 6 anni e la sorella di 8) si trovano ancora nella casa famiglia di Vasto, ma i loro genitori si sono finalmente trasferiti nella nuova casa messa a disposizione dal Comune di Palmoli e questo è stato un importante passo in avanti.
Per quanto riguarda l'iscrizione dei bimbi a una scuola di Palmoli, ancora non ci sono notizie in proposito, per quanto se ne sia parlato. "Non risulta sia stata effettuata alcuna iscrizione dei bambini presso alcuna scuola per il prossimo anno scolastico", ha dichiarato l'avvocato Simone Pillon, difensore dei coniugi Trevallion Birmingham.
Nel frattempo, c'è stato un duro attacco dei periti nominati dalla coppia nei confronti di chi si è occupato dell'analisi tecnica del caso. I consulenti tecnici della famiglia Trevallion-Birmingham si sono espressi contro la perizia firmata dalla Ctu del Tribunale dei minori, Simona Ceccoli. Nello specifico, hanno parlato di "gravissimi errori metodologici e omissioni nell'esame dei minori".
Tonino Cantelmi e Martina Aiello, consulenti di parte di Nathan e Catherine hanno depositato una memoria in cui hanno espresso tutte le loro perplessità. Nel documento, i periti denunciano che i bimbi non sono stati ascoltati dalla Ctu, né osservati in tutti i contesti. Non solo. In tutta questa triste vicenda, non sarebbe stata garantita la loro serenità.
Secondo i periti, la consulente si sarebbe presentata a un solo incontro presso la casa famiglia, avvenuto lo scorso 17 aprile, passando poi alla relazione finale. Durante quell'incontro, la bambina più grande sarebbe scoppiata in lacrime, chiedendo di tornare a casa, mentre uno dei gemellini più piccoli presentava i segni di una forte agitazione psicomotoria. Segnali che, secondo i periti, sarebbero stati totalmente ignorati.
Questo,
secondo i periti di parte, evidenzierebbe una mancanza di approccio informato sul trauma, oltre a un'assenza di riferimento alle basilari teorie dell'attaccamento. Un quadro del tutto incompatibile con la tutela dell'infanzia.