Il film “Naza”, presentato all’ultima Mostra del Cinema di Venezia, è diventato il nuovo baluardo del movimento Pro Pal italiano e non solo. Si sta quasi cercando una sua istituzionalizzazione o, comunque, riconoscimento su quel livello, come dimostra l’evento previsto a Pistoia tra oggi e domani. In particolare, giovedì mattina è stata organizzata una proiezione per le scuole cittadine del film con presentazione da parte del sindaco Giovanni Capecchi insieme al sindaco di Gerico.
Oggi, invece, sempre con presentazione dei due sindaci, la proiezione è prevista al cinema Roma. È una delle tante operazioni messe in campo da qualche anno ormai, dove si maschera da “momento culturale” la solita discussione a senso unico e senza contraddittorio, elevando al rango di verità accertata un’opera che fa della narrazione di parte il suo unico punto di forza. Invece di promuovere uno spazio di dibattito plurale, oggettivo e bilanciato su un tema così complesso e drammatico, l’amministrazione preferisce trasformarsi in una cassa di risonanza per tesi unilateralmente schierate.
L’uso dei canali scolastici per veicolare contenuti senza contraddittorio e senza un’adeguata contestualizzazione storica rappresenta un salto di qualità in una direzione che ben si conosce, che si muove pericolosamente sul limite, talvolta superando il confine tra sensibilizzazione e strumentalizzazione politica. Naza ha al suo interno le testimonianze di 24 militari israeliani che raccontano i presunti meccanismi del conflitto di Gaza. È firmato da Yuval Abraham e Rachel Szor, due dei quattro autori del premio Oscar No Other Land e a Venezia ha ottenuto Premio Speciale della Giuria a Venezia 83.
