Leggi il settimanale

L’addio al paese, recuperati i ricordi nelle case inagibili

Il dolore degli sfollati: "Lì c’era tutta la mia vita"

L’addio al paese, recuperati i ricordi nelle case inagibili
00:00 00:00

«La prego, mi accompagni a prendere la statuetta della Madonna che ho in casa. Sa, mio marito sta per essere ricoverato. Ne ho bisogno». La signora prende sotto braccio il vigile del fuoco e si fa accompagnare nella sua missione. Per l’ultima volta entrerà nella casa di una vita. Poi dirà addio per sempre alla sua Niscemi. Non ripartirà da una brandina ma è ospite dai parenti. Così come qualsi tutti i 1.300 sfollati: al centro di accoglienza ci vanno solo per mangiare, nessuno per dormire.
Gli abitanti sapevano del rischio che la terra gli si sgretolasse sotto i piedi. Lo sapevano da qualche generazione, almeno da 200 anni. Ma quella per loro era comunque casa. Magari ereditata dalla nonna, ristrutturata. «Non sono solo case, sono sacrifici di una vita - dice Giovanni Lo Monaco davanti al Municipio in attesa di informazioni - sacrifici nostri e dei nostri padri».
Ed è per questo che i Vigili del Fuoco in questi giorni stanno entrando nelle case delle signore anziane a recuperare i loro oggetti nelle stanze che mai più potranno abitare: nella maggior parte dei casi si tratta di piccole cose, ma sono i ricordi di una vita.
Le scatole con le fotografie, la spilla regalata per le nozze, il quadretto che stava in cucina. Un giorno quel quadretto verrà riappeso in una nuova cucina e anche quella diventerà casa.
Finora i vigili del fuoco hanno effettuato circa 300 recuperi di effetti personali, con una media di 70-80 interventi al giorno. I pompieri entrano nelle case, verificano che non ci siano pericoli e poi consegnano ai proprietari, già autorizzati dalla polizia municipale, i beni richiesti: tutto viene fatto nel tempo più breve possibile. Nulla da fare invece per chi abitava nelle palazzine a 50-70 metri dal fronte della frana: qui nessuno può entrare, neppure gli operatori.
Il team dei recuperi è composto da 24 vigili del fuoco, da qualche giorno la squadra sta pianificando anche il trasferimento in sicurezza di alcuni cavalli di un'azienda agricola perché si trova un terreno con alcune faglie. Pino Terzo di Dio è scoppiato a piangere stamattina quando i pompieri gli hanno consegnato i suoi adorati pappagalli. «Non li vedevo da quattro giorni - si commuove - per me sono come dei figli, ora devo capire a chi affidarli perché non ho più una casa e cambio dimora ogni giorno». Il team è salito al terzo piano di una palazzina in via Masaracchio, al civico 35, e ha prelevato i quattro pappagalli. Pino ha avvolto la gabbia con una coperta per proteggere gli uccelli, il più vecchio ha 19 anni. Al primo piano dello stesso edificio, i vigili del fuoco hanno riempito quattro sacchi neri con tutto quello che la signora Rita Palumbo voleva riavere: indumenti, fotografie, documenti.
Intanto si parla della New Niscemi, che potrebbe sorgere in un’area a fianco di Gela, su cui il sindaco gelese ha già dato la disponibilità. «Il pensiero fisso è per la casa che non possiamo più raggiungere - dice Marco Battaglia, ospite da amici con la famiglia - è tutto molto triste, per me e per i miei figli. Non so cosa ci attende ma se dovesse esserci effettivamente una new town allora spero sia rapida, senza le solite cose che accadono in Italia.

Non possiamo rimanere sospesi nell'incertezza per anni».
Scarpata principale Scarpata secondaria Fessure radiali a ventaglio Superficie di rottura piano di scivolamento Superficie di separazione limite mobile/stabile vnniUB.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica