Grande commozione a Squinzano, in provincia di Lecce, dove oggi pomeriggio sono stati celebrati i funerali di Lorena Isceri, la manager salentina uccisa dall’ex compagno Federico Vella che l’ha gettata giù da un cavalcavia dell’autostrada A1 a Barberino del Mugello. L’arrivo della bara bianca, sormontata da un cuscino di fiori rossi e da una foto della 45enne, all’esterno della chiesa Maria Regina di Squinzano è stato accompagnato da un lungo silenzio. “Lorena sei cresciuta con noi… Ora cammini nella luce. Resterai per sempre qui dove sei stata amata”, recitava lo striscione affisso da amici e parenti vicino alla parrocchia.
Il dolore dei genitori
In chiesa, dove questa mattina è stata allestita la camera ardente, seduti in prima fila c’erano i genitori di Lorena, Franco e Antonietta, entrambi straziati dal dolore, il fratello e la cognata. All’esterno della parrocchia si è radunata l’intera comunità di Squinzano, gli amici di infanzia della 45enne e i colleghi. “Non bastano tutte le parole più belle del dizionario per descrivere Lorena”, ha raccontato ai cronisti un’amica storica della giovane. “È stato tutto così veloce. Non c’era prima, che noi sappiamo, questo pericolo. Se ci fosse stato, avremmo fatto tutto quello che si poteva fare”, ha spiegato Francesca Pasimeno, cugina Lorena, prima che cominciasse la cerimonia funebre. “Mia cugina, ve lo garantisco, è una donna che pretende rispetto e te lo dice. - ha continuato - Quindi ricordiamola bene, per quello che è”. E infine: “Può capitare a chiunque, anche a una persona che nella vita ce l’ha fatta, questo perché appunto forse sono. In occasione del funerale, il sindaco di Squinzano ha proclamato lutto cittadino per l’intera giornata e invitato i concittadini a osservare un minuto di silenzio. Nell’area antistante la chiesa è stato allestito un maxischermo per consentire a tutti i partecipanti di assistere alla messa.
L’omelia del parroco, Don Vanni Biscotti: “L’amore è libertà”
La funzione religiosa è iniziata alle ore 17. Durante l’omelia, Don Vanni Biscotti, parroco della chiesa di Maria Regina, ha ricordato che “l’amore è libertà”. “Chi uccide si assume sempre una grande responsabilità - ha spiegato Don Biscotti - ma tutti, come chiesa famiglia comunità scuole associazioni istituzioni, dobbiamo chiederci quale idea dell’amore stiamo infondendo ai nostri ragazzi e ragazze? C’è differenza tra amore e pretesa, amore e possesso, amore e diritto di decidere della vita di un altro. L’amore è libertà”. “Intorno ai nostri giovani circolano messaggi che mischiano dipendenza, passione, controllo, dipendenza e affetto: non possiamo essere convinti che passerà perché se certi passaggi diventano mentalità portano a effetti devastanti. - ha continuato il celebrante - A te, Lorena, dico che è impossibile parlare di te al passato, te che sei figura viva in mezzo a noi. La morte ci sembra assurda, guardiamo la bara e la nostra fede è messa duramente alla prova. Non sei passata nel nulla, non diventerai un ricordo, la tua vita tragicamente spezzata è custodita da Dio. Ti accoglie zia Angela che hai amato quaggiù, tu però prega e resta accanto ai tuoi”.
Il lungo applauso per Lorena
Al termine della funzione religiosa, intorno alle ore 18, la folla ha dedicato un lungo applauso a Lorena. I genitori e gli altri familiari hanno accompagnato il feretro fino al carro funebre. Il papà di Lorena, con il volto rigato dalle lacrime, si è chinato sulla bara per qualche secondo, prima che l’auto partisse per raggiungere il cimitero di Squinzano, dove la 45enne sarà seppellita. “Grazie a tutti di cuore”, ha detto l’uomo rivolgendosi ai presenti. “È stato un un momento in cui Squinzano si è vista unita nel dolore e lo testimoniano sia gli addobbi - fiocchi, nastri e palloncini rossi affissi su molte case e strade della città - che i momenti di vicinanza organizzati in questi giorni per la famiglia e per Lorena”, ha detto il sindaco di Squinzano, Mario Pede. “Vedere che c’è tanta buona volontà e tanto affetto da parte di tantissimi nostri concittadini in qualche modo scalda il cuore in questo momento così drammatico. - ha concluso il primo cittadino - Lorena è una ferita aperta che non si rimarginerà mai nei cuori della nostra comunità e di tutta Italia”.
