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L’ultima telefonata di Lorena: il tentativo di salvarsi in 20 minuti. Oggi il ricordo a Firenze

L’estremo tentativo di far ragione il proprio ex compagno prima dell’omicidio: cosa è accaduto prima della morte di Lorena e l’iniziativa della sindaca di Firenze

Firenze, Femminicidio sulla A1, l’ex la lancia giù dal viadotto e poi si uccide, vittima Lorenza Isceri
Fonte: Social IG federico Vella Immagine / frame distribuito da questa Agenzia esclusivamente per finalità editoriali. Il materiale può provenire da social media, emittenti televisive, uffici stampa o altre fonti terze pubblicamente accessibili. L’Agenzia non rivendica alcun diritto di proprietà, copyright o licenza sul materiale. Eventuali compensi richiesti riguardano esclusivamente i servizi dell’Agenzia. L’utilizzatore è responsabile della verifica e dell’ottenimento di eventuali diritti, autorizzazioni o consensi necessari all’uso del materiale.

La speranza di salvarsi con gli agenti al telefono mentre Lorena Isceri era rinchiusa dentro il bagagliaio del Suv del suo ex compagno. Gli inquirenti hanno ricostruito una fetta importante di quanto avvenuto il giorno del femminicidio ma sono ancora numerose le ombre di questa tragedia, una su tutte se l’evento sia stato pianificato da Federico Vella.

L’aggressione, poi la richiesta d’aiuto

Dopo essere stata colpita e ferita nel garage di casa, l’uomo ha chiuso Lorena nel bagagliaio con destinazione ignota. All’interno, però, c’era uno zaino con il telefono della vittima: è in quel momento che la donna, pur disorientata e spaventata, rimane lucida e chiama la polizia poco dopo le ore 14 di giovedì 3 settembre Dall’altra parte, le forze dell’ordine le chiedono più dettagli possibili per cercare di individuare l’auto e intercettarla ma non è semplice dal momento che la 45enne non sapeva quale fosse la destinazione.

La reale destinazione dell’auto

Lorenza ha ipotizzato che il suo ex compagno la stesse portando a casa sua, nel quartiere fiorentino del Galluzzo, fornendo agli operatori quell’indirizzo. Quel viaggio, però, aveva tutt’altra destinazione e lo comprende anche la donna, poco tempo dopo, perché il tragitto era più lungo del previsto. L’auto, poi si ferma: Vella apre il bagagliaio ma poco prima Lorena, per evitare di farsi scoprire, mette via il telefono con gli agenti che rimangono in linea nella speranza di avere altre informazioni.

L’estremo tentativo di Lorena

A quel punto la donna tenta il tutto per tutto: per evitare che Vella potesse aggredire nuovamente, gioca la carta più rischiosa dicendogli di amarlo ancora e di riprovare a stare insieme. Quel tentativo, disperato, è stato attuato per evitare che l’ex compagno fosse nuovamente aggressivo. Purtroppo non accade l’effetto sperato, il bagagliaio viene richiuso e l’auto si rimette in cammino. Fino a questo momento, questa registrazione ascoltata in diretta dagli agenti di polizia è uno degli elementi al centro dell’inchiesta della Procura di Firenze. Resta da capire cosa sia accaduto nei minuti seguenti fino alla destinazione finale, ovvero l’arrivo sul viadotto dove avviene l’omicidio-suicidio.

La ricostruzione delle settimane precedenti

A quel punto, ne sono sicuri gli inquirenti, si arriva dopo settimane turbolenti nelle quali, come da consiglio del padre di Lorena, la donna avrebbe dovuto denunciare l’ex compagno per i suoi numerosi comportamenti insistenti anche dopo la fine della relazione, avvenuta perché Lorena avrebbe scoperto alcuni tradimenti da parte di lui, sempre più geloso. Anche un’amica di Lorena avrebbe insistito affinché si rivolgesse alle forze dell’ordine ma lei sperava in un finale diverso e che tutto si potesse risolvere senza arrivare alla denuncia anche se aveva comunque chiesto assistenza a un legale. La notte prima dell’omicidio c’era stato un lungo dialogo con il padre il quale le aveva ribadito di denunciare Vella.

La tragedia sul viadotto dell’A1

Come detto, la Procura sta cercando di capire se l’omicidio sia stato premeditato o meno. Di sicuro, dopo l’aggressione Vella l’ha aggredita e poi immobilizzata con fascette e caricata nel bagagliaio dell’auto. Dopo la breve sosta e la ripartenza, la destinazione finale del viadotto sull’A1. A quel punto la vicenda diventa una tragedia, Vella la getta dal cavalcavia e subito dopo informa la madre di Lorena con un messaggio dicendole della sua morte. Poco dopo arrivano le forze dell’ordine per la trattativa a non gettarsi nel vuoto ma, dopo circa 40 minuti, l’uomo si getta dal viadotto e muore sul colpo. Soltanto l’autopsia, però, chiarirà le precise cause della morte di Lorena, ovvero se sia morta dopo l’impatto fatale con il terreno o se le cose siano andate diversamente.

L’iniziativa per Lorena

“Insieme per Lorena Isceri’: è questa l’iniziativa promossa per le ore 21 di domenica 6 settembre dalla sindaca di Firenze, Sara Funaro, in via Panciatichi, la via dove la 45enne abitava e dove giovedì scorso è stata rapita dall’ex compagno Federico Vella che l’ha poi uccisa.

“Ci ritroveremo in via Panciatichi, all’angolo con via Antognoli per ricordare Lorena, insieme alle sindache Vittoria Ferdinandi ed Elena Carnevali, che ringrazio per aver scelto di essere con noi, alle rappresentanti e ai rappresentanti delle istituzioni, alle associazioni e a tutta la cittadinanza”, ha scritto su Instagram nella tarda serata di sabato la sindaca Funaro invitando anche a portare un fiore o una candela. “Sarà un momento per stringerci, come comunità, attorno alla sua famiglia e condividere il dolore per una tragedia che riguarda tutte e tutti noi. Firenze non dimentica Lorena. E continuerà a fare sentire la propria voce per la libertà, la sicurezza e la vita di ogni donna. “Il femminicidio di Lorena Isceri è una tragedia che ha scosso l’intera città - continua Funaro -. Non possiamo e non dobbiamo abituarci a queste tragedie, né accettare che vengano ridotte a una fatalità. Dobbiamo dirlo con forza e chiarezza: non è gelosia, non è passione, non è amore. L’ossessione, la pretesa di possesso e la violenza distruggono la vita delle donne”.

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