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Nazionale

“Si sapeva che Istafanous era socialmente pericoloso”. La rabbia di chi a Reggio Emilia aveva già denunciato l’egiziano

Prima dell’investimento al distributore di Reggio Emilia, Istafanous ha aggredito con bottiglie il personale di un ostello cittadino: “Il pm ha chiesto l’archiviazione per la tenuità del fatto”

Il distributore in via Martiri di Cervarolo a Due Maest� dove � avvenuta l'aggressione. Reggio Emilia, 27 settembre 2026, ANSA/MAMO MORATTI

Sul caso di Mena Istafanous, l’egiziano che domenica sera ha investito volontariamente due persone, dopo averne colpito una all’addome con un cacciavite, è calato in fretta il silenzio a livello nazionale. Ma a Reggio Emilia non ci stanno e vogliono avere chiarezza e, soprattutto, ci tengono a sottolineare che il 26enne era già noto. “Che Mena fosse socialmente pericoloso era già chiaro dalla nostra denuncia, quando ha tentato di rapinarci e ci ha aggredito a colpi di bottiglia. Avrebbe dovuto essere contenuto con una misura che gli impedisse di nuocere ad altri. Una misura che non è stata adottata e domenica, purtroppo, è accaduto. La situazione è grave e dimostra che c’è un vuoto normativo. E nel vuoto succedono tragedie gravissime”, ha dichiarato Massimiliano Lombardo, presidente della cooperativa Ballarò, che gestisce l’ostello della Ghiara in centro storico, alla Gazzetta di Reggio Emilia.

Del dicembre 2025, infatti, Istafanous “ha pernottato qui qualche giorno, poi è subito venuta fuori la sua aggressività: c’è stata una rissa in via Guasco e veniamo richiamati dai locali vicini perché sapevano che era nostro cliente. Lo redarguisco, spiegandogli che se tiene certi comportamenti non può stare da noi. Per rappresaglia quella notte danneggia la stanza. Così, gli chiediamo di pagare i danni e lo mandiamo via”, ha proseguito Lombardo, ragionando sul fatto che in quei momenti, se non ci fosse stato sangue freddo da parte sua, avrebbe rischiato di fare la fine di Raffaele Sita, ucciso da un cliente per non avergli dato un’altra pizza gratis. Istafanous, infatti, non ha pagato quanto richiesto dall’ostello ma ha comunque accettato di andare via. Sembrava tutto chiuso in quel momento ma così non è stato.

“Lo rivediamo nel febbraio di quest’anno. Si dice pentito, mortificato, si scusa, paga quei danni, chiede ospitalità e noi gliela diamo. Per un periodo va tutto bene, non crea problemi, anzi entra in amicizia con lo staff”, ha aggiunto Lombardo, ma ad aprile la situazione precipita nuovamente. “Viene da me lamentando di aver subito in stanza il furto di 100 euro e delle chiavi della casa dei genitori. Quando gli ho detto che era impossibile, dato che dormiva da solo, mi ha accusato di essere l’autore del furto. Ho respinto le accuse, ma insisteva, così gli ho detto di andare a denunciarmi e mi sono rimesso a lavorare in cortile”, spiega Lombardo.

A quel punto però Istafanous si dirige verso la reception: “Ho sentito un forte vociare, poi bottiglie infrangersi. Così sono entrato. Voleva i soldi, è arrivato fino alla cassa poi una volta respinto ha preso dal frigo una bottiglia di vino e l’ha lanciata contro Francesco: solo per fortuna e perché era di un vetro resistente è finita contro il bancone e non si è rotta, sennò gli sarebbe arrivata in faccia. A quel punto ne ha prese altre e le ha gettate a terra. Una ha sfiorato una dipendente: a causa dello choc in seguito si è dimessa. Così l’ho bloccato da dietro”. Sono nate due grosse colluttazioni, è arrivata la polizia e Istafanous “aveva in tasca le chiavi di casa che diceva gli avevo rubato e anche mille euro. Lo hanno portato via, ma al pomeriggio era di nuovo davanti alla nostra porta”. Ovviamente Lombardo ha sporto denuncia ma il 9 settembre “ricevo notifica della richiesta di archiviazione presentata dal pubblico ministero per tenuità del fatto”.

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