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Nazionale

Le microspie nelle celle e la diretta su TikTok: detenuti in rivolta nel carcere di Pisa, scontri con gli agenti

La protesta partita durante una “live” dopo che alcuni reclusi hanno scoperto cimici e telecamere a fini investigativi

Alcune decine di detenuti dal tardo pomeriggio hanno messo in atto una protesta all'interno del carcere di Pisa e un intero reparto sarebbe sotto il loro controllo. All'esterno dell'istituto ci sono decine di agenti di polizia, carabinieri e polizia penitenziaria, mentre un'ambulanza del 118 si trova attualmente all'interno. Secondo quanto appreso, la rivolta sarebbe partita da una live su TikTok realizzata da un detenuto dopo che alcuni reclusi avrebbero scoperto nelle celle alcune "cimici" collocate a fini investigativi. ANSA/ENRICO MATTIA DEL PUNTA

Rivolta in corso nel carcere Don Bosco di Pisa, dove i detenuti hanno iniziato una sommossa a causa del rinvenimento di alcune microspie nelle celle. All’esterno dell’istituto ci sono decine di agenti di polizia, carabinieri e polizia penitenziaria, mentre un’ambulanza del 118 si trova attualmente all’interno. Secondo quanto appreso, la rivolta sarebbe partita da una live su TikTok realizzata da un detenuto dopo che alcuni reclusi avrebbero scoperto le “cimici” collocate a fini investigativi.

Durante la diretta live, così una ricostruzione, un detenuto, di origini albanesi rivelato lo stratagemma con il quale la polizia penitenziaria, nelle ore precedenti, avrebbe fatto uscire dalle celle i detenuti che una volta rientrati hanno poi scoperto la presenza di microspie e telecamere. Ci sarebbero circa 40 persone barricate in un’area del carcere, che avrebbero chiesto di incontrare il comandante della polizia penitenziaria e la direttrice della struttura: un intero reparto sarebbe sotto il loro controllo. Nel corso della diretta sul social network i detenuti, a viso scoperto e senza evidenti segni di percosse, alternando aggiornamenti in lingua italiana e in lingua albanese, hanno denunciato di essere “stati picchiati con i manganelli” e di avere “il diritto di non essere spiati e di poter parlare liberamente mentre siamo in cella senza avere il timore di essere intercettati”. Fonti della Questura hanno riferito che è in corso “una negoziazione”.

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