I giornalisti di Libero sono ammutoliti: arriva in mattinata, con le scrivanie ancora vuote ma le chat già impazzite, la notizia della morte del vicedirettore Andrea Tempestini (foto), 40 anni, trovato senza vita nella cantina della sua abitazione di Milano. E quando la «cronaca nera» riguarda te e quel piccolo mondo che è la tua redazione, allora diventa ancor più indigesta. Roba che mai e poi mai vorresti scrivere. Andrea, che «gestiva il traffico» delle notizie on line, a soppesare se aprire con Trump, Ranucci o l’Iran, su cosa girare il video «in saletta». Andrea, che combatteva ogni santo giorno per migliorare l’integrazione carta-sito, che aveva progetti e ci teneva un sacco.
A casa sua l’altra sera, dopo l’allarme dato da una famigliare, sono giunti i Vigili del fuoco e il 118, i cui medici hanno potuto solo constatarne il decesso. Sul posto anche la Sezione investigazioni scientifiche. Giornalista professionista dal 2010, Tempestini era digital editor di liberoquotidiano.it. In passato aveva lavorato per il Sole 24 Ore e per Rai Corporation. «Era la nostra guida, collega e amico: lascia un vuoto enorme in tutta la redazione» commenta il direttore Alessandro Sallusti rivolgendo un pensiero alla moglie Ambra e ai figli Ottavia e Marcello.
«Ieri era in ferie, ma ha lavorato nelle scorse settimane» sono sconvolti i colleghi che, nell’arco della giornata si sono presi i loro momenti. Per fermarsi. Cosa che mai si fa con le notizie che accadono fuori casa. Ma stavolta c’è di mezzo Andrea, che era qui pochi giorni fa, che è impossibile non vederlo più alla sua scrivania. Tutti lo ricordano come uno stakanovista. «Era uno di quelli super veloci ma che faceva le cose fatte per bene. Ed era una persona molto schietta», qualità che in una redazione va tenuta da conto.
Anche il mondo della politica manda messaggi di condoglianze alla famiglia del giornalista e alla sua seconda-famiglia di Libero. La Russa, Valditara, Morelli, Lollobrigida: tutti ne ricordano la professionalità. «Il giornalismo perde un suo autorevole protagonista».
