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“Ma che accento avete?”, poi l’agguato. Il branco pesta tre militari sardi a Milano: la folle aggressione con calci e pugni

Tutto è accaduto all’esterno di una discoteca del centro cittadino durante una libera uscita: ora si cercano gli aggressori

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Picchiati e insultati per il loro accento: è quanto accaduto nella notte tra giovedì e venerdì a tre soldati sardi attualmente impegnati nell’operazione Strade Sicure. I giovani militari del 151° Reggimento Fanteria Sassari, una originaria di Scano di Montiferro, uno di Baunei e uno di Jerzu, tutti del centro Sardegna, si trovavano in una discoteca del centro quando un gruppetto di ragazzi, probabilmente pugliesi, comunque pare italiani, ha iniziato a offenderli per la loro cadenza. Visto anche il loro ruolo, i militari hanno mantenuto la calma e si sono allontanati per raggiungere un’auto in sharing che li avrebbe riportati alla caserma Santa Barbara.

Da corso Garibaldi si sono diretti verso largo La Foppa ed è qui che è scattato l’assalto. I tre militari erano fuori servizio, senza insegne e senza armi, i loro aggressori erano molto più numerosi, almeno 7 o 8 come metteranno a verbale i soldati, raggiunti da calci, pugni e botte varie. Un’aggressione barbara e senza motivo, avvenuta solo perché hanno ignorato chi li stava prendendo in giro per il loro accento, cosa che evidentemente nell’Italia del 2026 è ancora motivo di scherno per certi soggetti. Ad avere la peggio sono stati due militari, entrambi ventenni: a uno dei ragazzi sono stati diagnosticati trauma cranico e frattura delle ossa nasali, con prognosi di 30 giorni, e alla ragazza la frattura del coccige, con uguale prognosi.

Secondo la loro ricostruzione, durante l’assalto sarebbe stato usato anche un manganello telescopico contro di loro. Ieri i tre commilitoni hanno sporto denuncia presso la caserma dei carabinieri di Milano Moscova e sono partite le indagini per individuare i responsabili dell’aggressione. Nel punto in cui è iniziata potrebbero non esserci telecamere, sarebbe uno dei pochi punti “ciechi” della città, tuttavia tutt’intorno l’area sarebbe coperta e quindi potrebbero esserci immagini, quanto meno dell’inseguimento o della fuga. Non è escluso che possano essere recuperate anche le immagini delle telecamere a circuito chiuso della discoteca, per verificare se vi siano stati movimenti sospetti che possano aiutare nelle indagini.

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