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Nazionale

Malpensa, “power bank” a fuoco: incendio a bordo e aereo evacuato

A innescarlo, con ogni probabilità, è stata una batteria in un bagaglio a mano. I passeggeri sono stati fatti uscire con lo scivolo. Per un’ora il traffico sullo scalo è stato sospeso

Milano Malpensa

Il volo easyJet per Praga in partenza ieri da Malpensa è durato solo sette minuti. Non in aria. Solo sulla pista. Il tempo necessario perchè una power bank all’interno di un bagaglio a mano si surriscaldasse, scatenasse un principio di incendio, tanto che i piloti sono stati costretti a fermare l’aereo dichiarando l’emergenza. Il decollo del volo U23905 è stato interrotto e i 146 passeggeri sono stati evacuati attraverso gli scivoli gonfiabili. Due di loro sono rimasti leggermente contusi durante la discesa. Lo scalo milanese è rimasto chiuso per circa un’ora.

Secondo quanto riportato dai siti di monitoraggio, l’Airbus A320 di easyJet era pronto a partire alla volta di Praga. Cinture allacciate, sedili in posizione eretta, dispositivi spenti. Il saluto del comandante. L’aereo non ha fatto in tempo a staccarsi dal piazzale del Terminal 2 alle 17.24, quando sulla via di rullaggio si è fermato immediatamente, alle 17.31, proprio di fianco alla stazione dei vigili del fuoco. Dal «benvenuti a bordo», all’«emergenza, pronti a lasciare l’aereo» è stato un attimo. Sull’aereo si è scatenato un principio di incendio che ha fatto scattare immediata l’emergenza. Dai primi rilievi, la causa è stata individuata in una power bank, quelle comunemente utilizzate per caricare i dispositivi mobili, che apparteneva a uno dei passeggeri. I piloti hanno così fermato tutte le operazioni, allertato lo scalo, aperti gli scivoli di emergenza per far evacuare tutte le 146 persone a bordo, tutti illesi eccetto due passeggeri rimasti lievemente contusi nella discesa. Nello scalo milanese sono state quindi attivate le procedure di sicurezza, costringendo l’aeroporto a chiudere per circa un’ora. Sono infatti partite le verifiche sull’aeromobile e le attività necessarie al ripristino della piena operatività dello scalo. Intorno alle 18.35 è stata riaperta la prima pista, 35 sinistra. Mentre la 35 destra è rimasta chiusa, un’altra ora, fino alle 19.30 dopo aver concluso tutte le operazioni per lo spostamento dell’aeromobile e delle necessarie ulteriori verifiche di sicurezza. L’agenzia paneuropea che coordina i movimenti aerei nel continente e nelle aree limitrofe, ha invitato i vettori a deviare i jet in volo e diretti a Malpensa ad atterrare negli scali cosiddetti «alternati». Quello di Malpensa non era il primo caso. Il 2 settembre scorso una power bank era esplosa durante un volo Aeroméxico, provocando un principio di incendio a bordo proprio durante la fase di atterraggio. Altri due i casi, quest’estate, il 26 luglio scorso su un volo della China Eastern Airlines dove l’autocombustione di una power bank con fuoco e fiamme ha scatenato il panico tra i passeggeri. Quello degli apparecchi elettronici con le batterie al litio è diventato uno dei principali problema di sicurezza nei cieli. Tanto è vero che non possono essere imbarcati nel bagagliaio, ma devono restare in quello a mano. Ma non basta. Secondo l’Enac in due anni la pericolosità è raddoppiata: nel 2022 in Italia il materiale al litio ha rappresentato il 17,5% delle segnalazioni di pericolosità, nel 2024 la quota è salita al 40,6%.

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