Armi finte senza tappino, strumenti frangivetri e persino capi d’abbigliamento rubati nel corso dei recenti saccheggi: è questo l’inventario, nemmeno completo, degli oggetti e dei materiale finiti sotto sequestro nel corso della vasta operazione coordinata tra Digos e Polizia postale in relazione alle recenti tensioni delle piazze. C’erano anche alcune pistole caricate a salve, oggetti per il travisamento e mazze tipo baseball. Gli investigatori hanno anche apposto i sigilli a 11 telefoni cellulari, dispositivi che saranno ora sottoposti a minuziose analisi tecniche per passare al setaccio la rete di contatti e comunicazioni degli indagati. L’incursione delle forze dell’ordine e le 60 perquisizioni eseguite in 23 città si fondano infatti sulla contestazione “profili social e chat per incitare a compiere violenze nelle strade”.
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Cortei: 60 perquisizioni in 23 città Il materiale sequestrato durante le sessanta perquisizioni effettuate in 23 città da parte di Digos e della polizia postale "nei confronti di soggetti che nelle chat e nelle piattaforme social avevano incitato a compiere violenze nelle recenti manifestazioni di piazza"
ANSA/POLIZIA DI STATO (POLIZIA /ANSA)
Cortei: 60 perquisizioni in 23 città Il materiale sequestrato durante le sessanta perquisizioni effettuate in 23 città da parte di Digos e della polizia postale "nei confronti di soggetti che nelle chat e nelle piattaforme social avevano incitato a compiere violenze nelle recenti manifestazioni di piazza"
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Le attività di perquisizione e il relativo sequestro dei materiali sono scattati a pochissima distanza dagli scontri che hanno visto contrapposti manifestanti e forze dell’ordine a margine dello sciopero nazionale indetto dall’Usb il 30 ottobre. A Roma le tensioni si sono concentrate nel cuore della Capitale, dove diversi gruppi giovanili hanno provato a fare irruzione verso le sedi istituzionali. Il bilancio delle verifiche effettuate dalle autorità romane conta sette denunce e 369 persone identificate. I reati contestati a vario titolo agli indagati spaziano dalla resistenza aggravata a pubblico ufficiale al travisamento in luogo pubblico, fino al blocco stradale e al porto di oggetti atti ad offendere, categoria in cui rientra proprio il materiale rinvenuto e sequestrato dagli agenti.
I controlli e i provvedimenti hanno interessato anche diverse altre città italiane. A Torino sono 12 le persone denunciate, con contestazioni che includono la resistenza e le lesioni a pubblico ufficiale, a fronte di 256 persone identificate e undici soggetti accompagnati negli uffici della Questura per accertamenti approfonditi. A Milano l’attenzione delle forze dell’ordine resta altissima con il monitoraggio costante del territorio all’indietro degli episodi di violenza del 17 e 18 ottobre: i presidi sono stati potenziati nelle stazioni ferroviarie, mentre nel centro cittadino, dove la presenza dei paracadutisti è stata prorogata fino al mese di marzo, agenti in borghese sorvegliano costantemente l’area compresa tra Duomo, Brera e Cairoli. A Bologna la manifestazione contro il carovita e il riarmo si è conclusa senza che si registrassero scontri. La Questura emiliana ha riportato l’identificazione di circa 300 persone e un fermo preventivo a carico di un individuo trovato in possesso di passamontagna e occhiali protettivi. Nonostante il materiale rientri tra gli oggetti da travisamento o protezione, non ha portato all’emissione di denunce formalizzate.