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Nazionale

Polemica a Biella: il Comune blocca i pasti ai bimbi dei genitori morosi e al docente che non li segnala

L’insegnante, esponente Avs, ha annunciato “disobbedienza” all’invito del Comune di controllare gli accessi e non ha ricevuto il pasto. Già lo scorso anno una polemica simile

Il Comune in bolletta taglia la mensa ai bambini

Nuova, ma vecchia, polemica al Comune di Biella, dove anche quest’anno è stata emessa la circolare che invita i docenti a collaborare al rispetto delle regole, controllando gli accessi alla mensa e invitando i genitori che non pagano la quota ad andare a prendere i figli. Una richiesta che si basa su “un motivo di equità nei confronti della cittadinanza biellese nel complesso, sulla quale grava l’onere di coprire mediante la propria contribuzione fiscale il mancato introito per un servizio a domanda individuale qual è la mensa scolastica”.

La politica di sinistra, essendo la città amministrata dal centrodestra, ha alzato le barricate con in testa Avs. Un docente scolastico, anche dirigente del partito che a livello nazionale è guidato da Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, ha annunciato la propria “disobbedienza” alle richieste dell’amministrazione e sostiene che, a fronte di questo, gli sia stato negato il pasto. “Mi hanno detto non ‘ero segnato in bolla’, anzi che il mio nome era ‘cancellato’. Risposta testuale. Non so se sia una conseguenza del mio rifiuto, nelle settimane passate, di segnalare i miei e le mie alunne non in regola con le rette per il servizio di refezione scolastica alle quali ho voluto, comunque, garantire il pasto. Non so se, banalmente, il negarmi il pranzo sia dovuto al fatto di essere vegetariano, categoria non amata da chi, invece, ama la caccia e le bistecche. I fatti però sono questi, avvenuti davanti a diverse insegnanti e a decine di bambini e bambine”, ha aggiunto l’insegnante, intervistato da La Repubblica.

È arrivata rapidamente la risposta di Elisabetta Piccolotti, moglie di Fratoianni a sua volta parlamentare, la quale ha presentato un’interrogazione al ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara perché, a suo dire, “a scuola ormai i docenti vivono in un clima di continua intimidazione politica con il quale si tenta di comprimere i loro diritti e la libertà di insegnamento”. Piccolotti ha dichiarato di aver fatto l’interrogazione per chiedere come il ministro “intenda agire affinché venga ripristinata la regolare fornitura dei pasti a tutti gli insegnanti, anche a quelli che si rifiutano di operare come funzionari del recupero crediti per conto delle istituzioni comunali”.

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