La polizia comincia i controlli lungo il corso, ferma un gruppo e lo blocca all’angolo con via San Paolo. Da lì, lo spettacolo. Petardi giganti, toni da curva rivolti agli agenti, una volante bloccata in via San Paolo da gente che, teoricamente, dovrebbe essere a casa a finire i compiti della domenica. Arrivano il commissariato Centro, le Volanti, la Squadra mobile, la Celere. E quelli della Celere, va detto, tengono la posizione con una pazienza che non appartiene alla natura umana, o almeno non a quella di chi guarda.
Perché sono tutti minorenni, e lo sanno benissimo. Lo sa anche un avvocato che si è fermato apposta a difenderli: la vocazione non va in ferie nemmeno nel giorno dello shopping. Diritto sacrosanto, per carità. Viene solo da domandarsi chi difenda tutti gli altri: chi passeggiava, chi lavora la domenica dietro un bancone, chi indossa una divisa e deve farsi insultare da un ragazzino col cappuccio tirato sugli occhi.
Una scena così, in pieno centro, non s’era mai vista. Non lo scippo, non la rapina: la sfida. La minore età usata come scudo, il cappuccio come costume, la volante come scenografia. Il video racconta il resto. Domani è lunedì, e per molti di loro c’è scuola. Chissà se qualcuno, a casa, stasera farà una domanda.
