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Scafista condannato in Grecia rintracciato in Italia: aveva il permesso di soggiorno e lavorava a Tarvisio

Per i giudici greci ha contribuito a far affondare un barcone con 23 persone a bordo nel 2019: è stato condannato a 20 anni di reclusione

Scafista condannato in Grecia rintracciato in Italia: aveva il permesso di soggiorno e lavorava a Tarvisio

La Polizia ferroviaria di Gemona del Friuli ha arrestato un cittadino pakistano di 37 anni, colpito da un mandato d'arresto europeo emesso dalla magistratura greca. L'uomo deve scontare una condanna definitiva a 20 anni di reclusione per il reato di “naufragio e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina per profitto”. La vicenda giudiziaria inizia le radici nel novembre del 2019, quando l'uomo si trovava alla guida di un'imbarcazione a motore nei pressi delle coste greche. Durante la navigazione, le sue manovre portarono all’affondamento del barchino e misero a repentaglio la vita dei 23 migranti che si trovavano a bordo. Dopo il processo e la condanna definitiva arrivata nel febbraio scorso, il 37enne era riuscito a far perdere le proprie tracce.

È ricomparso in questi giorni a Tarvisio, dove aveva trovato un impiego e conduceva una vita apparentemente regolare, forte anche di un permesso di soggiorno valido. L’uomo era normalmente parte dell’ampia comunità pakistana locale e nessuno sospettava la sua storia, il suo permesso di soggiorno era valido ma in corso di rinnovo ma, soprattutto, emesso con un nome diverso rispetto quello presente nei database dell’Interpol. Gli agenti della Polfer lo hanno individuato e bloccato alla stazione di Gemona del Friuli durante i controlli straordinari previsti dall'operazione “Railpol Rail Active Day Action Shield”, un dispositivo di sicurezza attivato simultaneamente in tutti gli scali ferroviari italiani. Al momento della verifica dei documenti, i terminali hanno fatto emergere il provvedimento internazionale a suo carico.

Dopo le formalità di rito, l'arrestato è stato trasferito nel carcere di Trieste. L'uomo rimarrà a disposizione dell'autorità giudiziaria in attesa che si completino le procedure per la sua estradizione in Grecia, dove dovrà espiare la pena detentiva.

Ora sono numerose le domande, a partire da come si sia spostato dalla Grecia all’Italia e chi lo abbia aiutato: dal Paese ellenico probabilmente ha intrapreso la rotta balcanica e attraversato numerosi Paesi, eludendo perfino i controlli di frontiera sul lato orientale del Paese, dove Schengen è stato sospeso oltre un anno fa.

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